Luglio 23, 2026
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COLLEGNO – Ci sono concerti che funzionano come una macchina perfetta e altri che raccontano una storia. Quello andato in scena ieri sera al Flowers Festival appartiene decisamente alla seconda categoria. Sul palco, due nomi che hanno scritto pagine fondamentali della musica alternativa italiana: Casino Royale e Subsonica. Milano e Torino, dub e rock elettronico, due percorsi differenti ma accomunati dalla voglia di continuare a reinventarsi.

Ad aprire la serata sono i Casino Royale, che scelgono di non vivere di nostalgia. Il loro set è denso, scuro, costruito su bassi profondi, ritmiche dub e un’attitudine che conserva tutta la tensione politica e urbana degli esordi. Alioscia guida la band con il carisma di chi non ha bisogno di alzare la voce per catturare l’attenzione, mentre il gruppo alterna groove ipnotici e improvvise accelerazioni. È una performance che richiede ascolto, lontana dalla logica del greatest hits, ma proprio per questo autentica.

Quando le luci si abbassano per i Subsonica, il cambio di atmosfera è immediato. Il pubblico del Flowers esplode sulle prime note e il quintetto torinese dimostra ancora una volta perché, a quasi trent’anni dall’esordio, rappresenti un unicum nel panorama italiano. La band è compatta, precisa, ma soprattutto affamata. Samuel domina il palco con naturalezza, Boosta cesella synth e pianoforti, mentre Max Casacci intreccia chitarre ed elettronica in un equilibrio che continua a suonare sorprendentemente moderno.

La scaletta attraversa l’intera carriera del gruppo, alternando i brani più recenti ai classici che hanno segnato un’intera generazione. Ogni pezzo viene accolto come un rito collettivo: non c’è semplice nostalgia, ma la sensazione che queste canzoni abbiano ancora qualcosa da dire. Le produzioni elettroniche acquistano una dimensione fisica dal vivo, sostenute da un impianto luci essenziale ma efficace, capace di amplificare il carattere cinematografico dello spettacolo.

Il vero punto di forza della serata, però, è il dialogo ideale tra le due band. I Casino Royale rappresentano la radice metropolitana, il lato più oscuro e contaminato della scena italiana; i Subsonica ne sono l’evoluzione pop, elettronica e visionaria. Visti uno dopo l’altro, raccontano quasi quarant’anni di musica indipendente italiana senza che il passaggio appaia forzato.

Il Flowers Festival conferma ancora una volta la propria capacità di costruire cartelloni coerenti, nei quali il valore culturale pesa quanto quello spettacolare. Quella di ieri non è stata soltanto una successione di concerti, ma una celebrazione di una scena musicale che continua a guardare avanti senza rinnegare il proprio passato.

Una serata intensa, partecipata e convincente, che ha ricordato come certe band non abbiano bisogno di rincorrere le mode: basta salire sul palco e suonare.

Photo Credit Marco Ritoli

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