Una piazza piena, il nuovo album, i grandi classici della musica italiana e un racconto che passa dall’amore alla vita, dalle persone ai ricordi.
Francavilla al Mare accoglie Sal Da Vinci con una piazza piena e un pubblico pronto a seguirlo dentro un live che mette insieme presente e memoria. Un concerto costruito intorno alla sua musica, ma capace di aprire parentesi sulla grande canzone italiana e su quei temi universali che da sempre appartengono al suo modo di stare sul palco.
La scaletta parte dai brani del nuovo album Per sempre sì, il progetto più recente dell’artista, nel quale l’amore torna come filo conduttore, raccontato nelle sue diverse forme e sfumature. Canzoni che trovano nel live una dimensione ancora più diretta, sostenute dalla presenza scenica di Sal Da Vinci e dal rapporto con il pubblico.
Poi arriva il momento dedicato al passato. Sal Da Vinci lascia per un attimo il proprio repertorio e propone un medley di canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana, passando attraverso Renato Zero, Claudio Baglioni e Umberto Tozzi. Un omaggio a tre grandi autori e interpreti, riproposti attraverso la sua voce senza perdere il carattere personale dello spettacolo.
È un passaggio che funziona proprio perché rompe la scaletta e porta il concerto in un’altra epoca, tra melodie riconoscibili e canzoni entrate nella memoria di più generazioni.
Ma il live non è soltanto musica. Tra un brano e l’altro Sal Da Vinci lascia spazio anche alla parola, affrontando temi come l’amore, le relazioni, il valore delle persone e il tempo che passa. E arriva anche una riflessione sulla morte, non vissuta come punto finale, ma come consapevolezza della necessità di vivere pienamente il tempo che abbiamo.
È qui che il concerto trova il suo lato più umano: nell’invito a non dare per scontate le persone, a non rimandare sempre ciò che vorremmo dire o fare, a riconoscere il valore del presente.
Il risultato è una serata che tiene insieme generazioni e repertori diversi, alternando le nuove canzoni ai brani più conosciuti e a quel viaggio nella musica italiana che diventa uno dei momenti più interessanti della scaletta.
Sal Da Vinci chiude così una serata che non ha bisogno di grandi costruzioni per arrivare al pubblico: bastano le canzoni, le storie che contengono e la capacità di riportarle sul palco con una lettura personale.
Perché, alla fine, cantare la vita significa anche questo: ricordarsi di viverla mentre succede.

























Sono Iolanda Albrizio, una fotografa specializzata in concerti, eventi culturali e spettacoli teatrali.
La mia ricerca visiva nasce dal desiderio di raccontare l’energia viva della performance: la luce che accarezza il volto di un musicista, l’intensità di uno sguardo sul palco, l’attimo sospeso tra una nota e l’altra.
Attraverso l’obiettivo cerco di catturare non solo l’immagine, ma l’emozione del momento, l’atmosfera che si respira tra il pubblico e chi si esibisce.
Negli anni ho lavorato a contatto con artisti, compagnie teatrali e organizzatori di eventi, cercando sempre un punto di vista autentico e rispettoso della scena.
La mia fotografia è discreta ma presente, istintiva ma attenta ai dettagli.
Credo nel potere dello sguardo che sa osservare, ascoltare e restituire con sincerità ciò che accade.
