C’è un modo molto semplice per capire quando un artista ha costruito intorno a sé un immaginario preciso: basta guardarla entrare sul palco.
Nel caso di Ditonellapiaga, a Montesilvano, è bastato davvero poco. O forse, più precisamente, è bastato un bodyguard.

La cantante è arrivata sul palco scortata sulle spalle, in un ingresso che sembrava quasi l’inizio di uno spettacolo teatrale. Una scena ironica, volutamente esagerata, che ha fatto subito capire quale sarebbe stato il tono della serata.
Poi è arrivata lei, con il suo look impossibile da confondere: abito rosa a pois con una coda con un grande fiocco, eyeliner nero ben marcato. Un’immagine che strizza l’occhio alle pin-up e a quell’estetica rétro anni Cinquanta che Ditonellapiaga sta facendo sempre più sua, ma senza trasformarla in una semplice operazione nostalgica.

Perché con lei il vintage non è mai veramente vintage.
È piuttosto un modo per giocare con l’immagine, prendere un elemento riconoscibile e portarlo altrove. Il fiocco diventa quasi una firma, l’eyeliner una parte del personaggio, l’abito un altro pezzo di quella costruzione ironica e molto personale che ormai accompagna la sua musica.
E a Montesilvano questo gioco è continuato durante tutto il concerto.
Ci sono stati i siparietti con le due ragazze che ballavano, che hanno dato movimento alla scena senza appesantirla, e poi lui: il telefono rosso. Un oggetto che, inserito nel contesto dello spettacolo, sembrava quasi uscito da un vecchio film, perfettamente in sintonia con quell’atmosfera un po’ rétro e un po’ surreale che Ditonellapiaga ama creare.
Sono proprio questi dettagli a rendere interessante il suo live.
Non c’è bisogno di costruire continuamente il “grande momento”. A volte basta un ingresso assurdo, un costume particolare, due ballerine, un telefono rosso. Piccoli elementi che, messi insieme, raccontano molto bene chi è Ditonellapiaga sul palco.
E poi c’è la musica, naturalmente. Quella di un’artista che continua a muoversi tra pop, elettronica e contaminazioni, mantenendo però una personalità molto riconoscibile. Il 2026 l’ha riportata anche sul palco di Sanremo con “Che fastidio!”, brano che ha anticipato il nuovo percorso legato a Miss Italia.
A Montesilvano, però, più che raccontare un personaggio, Ditonellapiaga lo ha fatto vivere.
Con leggerezza, ironia e quel pizzico di teatralità che le permette di non essere mai semplicemente “la cantante che sale sul palco e canta”.
Una serata pop, colorata di rosa, con un grande fiocco e un eyeliner che non passa certo inosservato. E, soprattutto, con la sensazione che Ditonellapiaga si diverta parecchio a giocare con tutto questo.
articolo a cura di Albrizio Iolanda













































Sono Iolanda Albrizio, una fotografa specializzata in concerti, eventi culturali e spettacoli teatrali.
La mia ricerca visiva nasce dal desiderio di raccontare l’energia viva della performance: la luce che accarezza il volto di un musicista, l’intensità di uno sguardo sul palco, l’attimo sospeso tra una nota e l’altra.
Attraverso l’obiettivo cerco di catturare non solo l’immagine, ma l’emozione del momento, l’atmosfera che si respira tra il pubblico e chi si esibisce.
Negli anni ho lavorato a contatto con artisti, compagnie teatrali e organizzatori di eventi, cercando sempre un punto di vista autentico e rispettoso della scena.
La mia fotografia è discreta ma presente, istintiva ma attenta ai dettagli.
Credo nel potere dello sguardo che sa osservare, ascoltare e restituire con sincerità ciò che accade.
