C’è ancora spazio per scrivere di amore senza cadere nei cliché? La risposta di Olivia Dean è sì, a patto di trovare il tono giusto. In “The Art of Loving”, secondo album della cantante inglese, il sentimento più raccontato della musica torna al centro della scena senza pretese rivoluzionarie, ma con una scrittura personale, raffinata e sorprendentemente lucida.
Dean non cerca formule definitive. Piuttosto osserva relazioni, desideri e fragilità con lo sguardo di chi sa che l’amore cambia continuamente forma. Nel disco convivono entusiasmo, distanza emotiva, paura di legarsi e bisogno di lasciarsi andare. È un racconto sentimentale costruito con leggerezza solo apparente, dentro arrangiamenti soul-pop ricchi di dettagli jazz e R&B.
Brani come Nice to Each Other giocano sull’ambiguità dei rapporti moderni: attrazione forte, ma nessuna voglia di trasformarla subito in qualcosa di definitivo. Le armonie morbide e i fiati accompagnano una scrittura che evita il melodramma e preferisce il dubbio. In So Easy (To Fall in Love) invece emerge il lato più luminoso del disco, tra atmosfere eleganti e richiami alla tradizione soul femminile degli anni Settanta.
Quando il ritmo rallenta, Dean mostra il suo lato migliore. Loud cresce lentamente fino a esplodere in una ballata intensa, mentre Let Alone the One You Love è il momento più riuscito dell’album: una canzone sospesa tra vulnerabilità e potenza interpretativa che conferma quanto la cantante londinese sia ormai una delle voci più interessanti del nuovo soul-pop britannico.
Anche musicalmente “The Art of Loving” funziona perché evita la produzione standardizzata del pop contemporaneo. Trombe, sax, archi e sezioni ritmiche suonate con naturalezza danno al disco un respiro caldo e organico. Ci sono sfumature Motown, incursioni jazz, ballad R&B e un gusto vintage che però non suona mai nostalgico.
Dopo il debutto “Messy”, Olivia Dean conferma di avere identità e direzione precise. La sua forza non sta nell’inventare nuovi linguaggi, ma nel rendere credibili emozioni che tutti pensano di conoscere già. Ed è proprio qui che “The Art of Loving” colpisce: prende temi universali e li restituisce con una voce che sembra sincera fino all’ultimo dettaglio.
A confermare il momento particolarmente favorevole dell’artista c’è anche la dimensione live. Dopo essersi imposta come una delle figure più apprezzate del nuovo soul-pop internazionale, Olivia Dean arriverà anche in Italia per un unico appuntamento dal vivo previsto venerdì 22 maggio 2026 a Fiera Milano Live.
Negli ultimi anni la cantante britannica ha consolidato la propria reputazione attraverso una lunga serie di concerti sold out tra club, teatri e festival internazionali. Dai live londinesi al Roundhouse e alla Somerset House fino alle apparizioni in manifestazioni come il Glastonbury Festival e il Montreux Jazz Festival, Dean ha costruito un percorso sempre più solido, sostenuto da un pubblico cresciuto rapidamente attorno alla sua scrittura elegante e alla sua identità sonora trasversale.
Il nuovo tour europeo, “The Art of Loving – Live”, accompagnerà l’uscita del disco portando sul palco sia i brani più recenti sia le canzoni che hanno segnato l’inizio della sua ascesa, da Dive a The Hardest Part. Un repertorio che mette insieme soul contemporaneo, pop sofisticato e sensibilità cantautorale, elementi che negli ultimi anni hanno reso Olivia Dean una delle artiste britanniche più seguite della nuova generazione.
La data italiana, inizialmente prevista al Kozel Carroponte, è stata successivamente spostata a Fiera Milano Live, segnale di una crescita evidente anche nel nostro Paese. Un passaggio naturale per un’artista che continua ad ampliare il proprio pubblico senza perdere l’intimità emotiva che rende riconoscibili le sue canzoni.

Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
