Gennaio 25, 2026
MTV

MTV dice addio alla musica 24 ore su 24. Tra la notte del 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 il network ha spento definitivamente i suoi canali esclusivamente musicali in gran parte d’Europa e in altri territori del mondo, segnando simbolicamente la fine di un’epoca che ha cambiato per sempre il modo di vedere, ascoltare e raccontare la musica pop.

A essere dismessi sono stati canali storici come MTV Music, MTV Live, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e altri brand “all music” che, pur avendo già perso da tempo la centralità degli anni d’oro, continuavano a rappresentare un presidio televisivo per il videoclip. La decisione riguarda diversi Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Irlanda, Austria, Polonia, Ungheria, oltre a mercati extraeuropei come Australia e Brasile. Resta invece attivo il canale generalista MTV, oggi da tempo orientato quasi esclusivamente su reality show e intrattenimento.

La chiusura arriva all’interno di una più ampia riorganizzazione del gruppo Paramount Skydance, proprietario del conglomerato di reti di cui MTV fa parte, e fotografa un cambiamento ormai irreversibile: la televisione non è più il luogo privilegiato per la scoperta della musica e dei videoclip.

Nel Regno Unito, MTV Music ha salutato il pubblico con lo stesso video con cui tutto era cominciato nel 1981: Video Killed the Radio Star dei Buggles. Una scelta altamente simbolica, che chiude un cerchio lungo oltre quarant’anni. Altri canali hanno optato per brani coerenti con la loro identità: MTV 90s, ad esempio, ha mandato in onda Goodbye delle Spice Girls.

In Italia la situazione era già cambiata da tempo. Canali come MTV Hits, MTV Classic e MTV Rocks avevano cessato le trasmissioni tra il 2015 e il 2020. MTV Music (visibile su Sky) era rimasto l’ultimo baluardo musicale, ma con una presenza sempre più ridimensionata. Anche nel nostro Paese, dunque, l’anima musicale del brand si era ormai spostata altrove: online, sui social, sulle piattaforme di streaming.

MTV nasce negli Stati Uniti all’1 agosto 1981. Alle 00:01 va in onda un finto conto alla rovescia spaziale, seguito dalla storica frase pronunciata da John Lack, vicepresidente esecutivo della Warner: «Ladies and gentlemen, rock and roll». Subito dopo partono le immagini dell’allunaggio dell’Apollo 11 e il primo videoclip della storia del canale: ancora una volta, Video Killed the Radio Star.

Per almeno tre decenni MTV è stata molto più di una tv musicale: è stata un motore culturale, capace di influenzare mode, linguaggi, estetiche e soprattutto il successo commerciale degli artisti. I videoclip trasmessi dal network potevano decretare la fortuna di un disco. Michael Jackson, Madonna, Prince, Nirvana e moltissimi altri devono una parte fondamentale del loro impatto globale proprio a MTV. I video erano produzioni costose, spesso affidate a registi di primo piano, e rappresentavano una vera forma d’arte pop.

In Italia MTV arriva nel 1997 e diventa rapidamente un punto di riferimento per un’intera generazione, anche grazie ai suoi VJ, diventati volti iconici: Enrico Silvestrin, Victoria Cabello, Andrea Pezzi, Daniele Bossari, Giorgia Surina, Marco Maccarini. Un linguaggio nuovo, informale, internazionale, che contribuì a rinnovare il racconto della musica nel nostro Paese.

Già tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, però, MTV inizia a cambiare pelle. Accanto alla musica arrivano le serie animate e soprattutto i reality show. Gli Osbourne segna uno spartiacque: il successo del format apre la strada a un nuovo modello di intrattenimento, più economico e più facilmente monetizzabile.

La fine dei canali “all music” è il risultato di un processo lungo e strutturale. I videoclip non sono scomparsi, ma hanno cambiato casa. YouTube, TikTok e i social network sono diventati il principale punto di accesso alla musica, soprattutto per il pubblico più giovane, lo stesso su cui MTV aveva costruito il proprio successo.

Oggi i video musicali hanno un ruolo diverso: sono contenuti pensati per la condivisione, spesso frammentati, adattabili a più formati e piattaforme. Come ha spiegato Jennifer Byrne di Academy Films, le etichette discografiche non sono più disposte a investire come un tempo, e la domanda non è più “quanto è spettacolare un video”, ma “come può funzionare su dieci schermi diversi”.

Eppure, l’eredità di MTV resta enorme. Il videoclip continua a essere una palestra creativa per registi e artisti: basti pensare a Jonathan Glazer o ai Daniels, passati dal mondo dei video musicali al cinema d’autore e agli Oscar.

MTV, dunque, non sparisce. Si trasforma definitivamente in un brand di intrattenimento e contenuti digitali, più vicino ai reality, ai social e allo streaming che alla programmazione musicale lineare. Ma con lo spegnimento dei canali dedicati ai videoclip si chiude un capitolo fondamentale della cultura pop contemporanea.

La tv musicale, così come l’abbiamo conosciuta, non c’è (quasi) più. E se davvero, come cantavano i Buggles, il video ha ucciso la radio, oggi è Internet ad aver messo la parola fine a MTV. Con nostalgia, ma anche con la consapevolezza che certe rivoluzioni, una volta compiute, non tornano indietro.

Articolo a cura di Angela Todaro

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