Maggio 11, 2026
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Monitor è già un nuovo punto di riferimento. La sigla – MONdo ITalia TORino – racconta bene l’identità del festival: unire internazionale e locale, aprire le orecchie, non fare compromessi.

Il nuovo festival di Gianluca Gozzi, erede spirituale del Todays, ha alzato il sipario lo scorso 10 luglio presso lo sPAZIO211 a Torino, con una promessa: non essere una fotocopia, ma una rinascita, grazie ad una lineup che mescola talento “indie-globale” e sperimentazione underground. E la prima serata di MONITOR Festival ha mantenuto la parola, lasciando il pubblico con gli occhi lucidi e le orecchie felici. Tra debutti italiani e ritorni attesi, a brillare con luce propria sono stati Luvcat e gli Shame, due live capaci di frantumare qualsiasi aspettativa. Grande riscontro anche per The Cherry Pies e Richard Dawson, che hanno aperto la serata accanto ai due nomi principali, portando sfumature più intime e folk alla serata. Un mix che ha funzionato, tenendo il pubblico incollato fino all’ultimo.

Luvcat: gotico, romantico e devastante

Non è facile lasciare il segno al primo live italiano, ma Luvcat, nuova creatura artistica tra atmosfere noir e slanci garage, è riuscita a ipnotizzare. Il suo show è stato un rituale notturno: voce cupa, presenza magnetica, suoni che sembravano usciti da un film tra David Lynch e Twin Peaks. C’erano l’amore, il pericolo e un senso costante di sospensione. Più che un concerto, un racconto, con un mix di romanticismo oscuro e rock’n’roll gotico.

Shame: energia punk che ribalta tutto

Poi sono arrivati loro. Gli Shame – quintetto post-punk da Londra – sono saliti sul palco come se Torino fosse Camden Town e hanno messo giù tutto. Nessuna pausa, nessuna gentilezza. Solo chitarre feroci, salti continui e una carica animale che ha trasformato lo sPAZIO211 in un piccolo terremoto. Chi c’era non dimenticherà: pogo, sudore e urla. Una “surfata su un borsello senza senso”, come ha detto qualcuno uscendo. Ed è la descrizione perfetta. In poche parole: ruvidi, frenetic­i, senza compromessi col pop.

Oggi – venerdì 11 luglio – tocca all’ultima serata e la promessa è di chiudere col botto: dalle ore 19 all’una, sul palco si alterneranno Maria Chiara Argirò, a producer e pianista che ha fatto innamorare la scena elettronica europea, Gia Ford con il suo alt-pop ipnotico, i coloratissimi Yīn Yīn (tra funk thailandese e psych rock) e Arooj Aftab, la vincitrice del Grammy che fonde folklore pakistano e jazz contemporaneo.

Stasera quindi si chiude in bellezza. Un finale tutto da vivere, per un festival che è appena nato ma sembra già sapere esattamente dove vuole andare. MONITOR è la risposta più credibile e ispirata alla grande assenza lasciata dai Todays. Ha lo sguardo dritto, un’identità precisa e una line-up che osa. La prima serata è stata un’esplosione di talento e visione. E se ieri si è volato alto, stasera si chiude con le stelle.

Articolo a cura di Angela Todaro

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