Luglio 14, 2026
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Ci sono accoppiamenti che di per sé esprimono una forma di completezza armonica assoluta: fragole e panna, burro e marmellata, pesche e vino. L’incontro tra il pubblico del Teatro Antico di Taormina e Alessandra Amoroso, nella gradevolissima serata estiva di sabato 12 luglio, ha ricordato qualcosa del genere. Un incontro costruito sopra una travolgente corrente di reciproco affetto e di non tanto segrete, ma anzi di piuttosto evidenti e manifeste corrispondenze.

É un incontro che sa di atmosfere mediterranee, di forti passioni, di elevatezze di stile e di eleganza. Mancava da ben undici anni la regina del Salento dal prestigioso palco della perla dello Jonio: undici anni di attesa recuperati subito, per via di un immediato abbraccio che un folto pubblico, ansioso di incontrare nuovamente la talentuosa cantante, ha mostrato di profondere generosamente e con gioia.

Che l’attesa covasse da lungo tempo e che sullo spettacolo convergessero fortissime aspettative lo si capisce ad intuito: il Teatro è al completo nei suoi diversi ordini di posto, l’atmosfera è vibrante e già ben prima che lo spettacolo inizi, il pubblico intona i pezzi più vivaci, movimenta gli spalti con vorticose olas e acclama a gran voce l’ingresso sul palco della cantante salentina.

Ma la tumultuosa corrente di affetto è altrettanto generosamente ricambiata. Fin dal suo primo saluto al numeroso pubblico convenuto a Taormina dalle diverse aree dell’isola, Alessandra Amoroso non nasconde fremiti di commozione, attraversati dai ricordi e dalla consapevolezza che negli undici anni trascorsi il rapporto con i suoi fans nell’isola si è consolidato intorno a quelle che sono le virtù migliori che il suo fare musica sa esibire: autenticità, voglia di comunicare e riconoscibilità dello stile.

In effetti, l’impressione complessiva che il concerto trasmette è quella di una intatta fedeltà a uno stile musicale che mantiene sempre elevate le sue impronte caratteristiche: l’unicità del timbro vocale, la sinuosità dei ritmi, la capacità di mantenere un livello di messaggio che si concede anche lo scherzo, il divertimento, la festosità, ma sempre evitando deragliamenti su registri banali.

Certo, la singolarità del momento che caratterizza la stagione biografica della cantante non può passare inosservata: e tuttavia, l’andare sul palco con il ‘pancione’ è specialmente e soprattutto un motivo di esaltazione e di rafforzamento di quell’affetto che stringe calorosamente i fans di Alessandra Amoroso intorno alla loro regina. E perciò non si contano gli incoraggiamenti, i messaggi di attaccamento, le acclamazioni e finanche gli omaggi lanciati sul palco per la tanto attesa Penelope.

La forma semicircolare della cavea del Teatro Antico disegna plasticamente quell’abbraccio che dall’inizio alla fine del concerto mantiene stretti pubblico e cantante. E quegli undici anni trascorsi, dall’Alessandra Amoroso ancora quasi esordiente e piuttosto ‘ragazzina’ a quella di oggi, donna in maternità e artista pienamente affermata e matura, si chiudono in un analogo rimando circolare che si esprime nella pienezza di partecipazione per cui, con un solo e medesimo entusiasmo, il pubblico mostra di vivere con intensità emotiva il riaffacciarsi sulla scena di quei ‘primi’ brani che permangono nella memoria e che hanno condotto l’artista al successo, così come le note di Serenata, melodia sensuale che movimenta e allieta festosamente l’estate del 2025.

‘Comunque andare’: così suona la famosa esortazione proveniente da uno dei più noti successi di Alessandra Amoroso; il concerto di Taormina dimostra ampiamente che la marcia prosegue sicura, con un seguito di fans quanto mai affezionati e pronti a proseguire entusiasticamente il cammino.  

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