Luglio 17, 2026
DSC_5599

Il nuovo lavoro di Marta Del Grandi, Dream Life, si muove in uno spazio sonoro sospeso, dove la scrittura cantautorale incontra una ricerca timbrica raffinata e profondamente evocativa. È un disco che sembra nascere più da visioni che da narrazioni lineari, e proprio in questa sua natura onirica trova la sua coerenza.

Fin dalle prime tracce emerge una cifra stilistica precisa: arrangiamenti stratificati ma mai ridondanti, in cui elementi elettronici, suggestioni jazz e aperture ambient dialogano con una vocalità eterea e controllata. La voce di Del Grandi non domina mai in modo assertivo, ma si insinua nei brani come uno strumento tra gli altri, contribuendo a costruire paesaggi sonori più che semplici canzoni.

Il tema del sogno – dichiarato già dal titolo – attraversa tutto l’album non come fuga dalla realtà, ma come lente attraverso cui reinterpretarla. Le strutture dei brani spesso sfuggono alla forma canonica, privilegiando sviluppi circolari o dilatati, che rafforzano una sensazione di sospensione temporale. È una musica che richiede attenzione e ascolti ripetuti, perché si rivela per dettagli: una modulazione improvvisa, un’increspatura ritmica, un intervento strumentale inatteso.

Dal punto di vista delle influenze, si possono intravedere echi della scena nord-europea contemporanea e di certo art pop internazionale, ma senza che questi riferimenti diventino mai derivativi. Del Grandi mantiene una voce autoriale riconoscibile, capace di tenere insieme sperimentazione e accessibilità emotiva.

Dream Life è un lavoro che si colloca fuori dalle urgenze immediate del mercato, privilegiando una dimensione più intima e contemplativa. Non è un disco che cerca l’impatto immediato, ma uno spazio da abitare lentamente. Ed è proprio in questa scelta che risiede la sua forza: quella di costruire un universo coerente, delicato e profondamente personale.

Il concerto all’Hiroshima Mon Amour è stata una celebrazione di sonorità intense e atmosfere avvolgenti. Marta Del Grandi ha trasformato il palco in un viaggio emotivo attraverso la sua musica. L’artista, già nota per la sua capacità di mescolare intimismo e potenza vocale, ha proposto un set che ha spaziato dai brani più noti a nuove composizioni, confermando il suo talento in continua evoluzione.

Ad aprire la serata è stata Maju, cantautrice emergente di Bologna, che ha catturato l’attenzione del pubblico con la sua voce limpida e le sonorità indie-folk del suo EP Still Becoming. L’esibizione di Maju ha creato il clima perfetto per l’ingresso di Del Grandi, offrendo al pubblico una transizione armoniosa tra dolcezza e energia intensa.

Il concerto è stato caratterizzato da una scenografia essenziale ma suggestiva, che ha valorizzato ogni sfumatura delle canzoni di Marta Del Grandi.

In chiusura, la cantante ha dedicato un pensiero speciale al pubblico, ringraziandolo per la presenza e per la passione con cui ha seguito ogni nota. Una serata che resterà nel cuore di chi l’ha vissuta, tra nuove scoperte e grandi conferme musicali.

Photo Credit Elisabetta Canavero

Lascia un commento

error: Questo contenuto è protetto!