Settembre 21, 2026
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Civitella del Tronto, 15 settembre 2026 – Ci sono concerti nei quali gli artisti salgono sul palco per raccontare il proprio mondo e altri nei quali quel mondo si apre per incontrarne altri. Stazioni Lunari appartiene decisamente alla seconda categoria.

Ieri sera, nella straordinaria cornice della Fortezza di Civitella del Tronto, la musica ha trovato uno spazio capace di amplificarne la suggestione. Mura, pietra, storia e il paesaggio abruzzese hanno fatto da sfondo a uno spettacolo nato proprio per superare la dimensione del tradizionale concerto.

L’appuntamento rientra nel percorso di iniziative promosso dalla Regione Abruzzo e dal Consiglio regionale, attraverso le attività dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale, con il coinvolgimento della Fondazione Consiglio Regionale Eventi – CREA e del Comune di Civitella del Tronto. Una scelta che acquista ancora più significato proprio in un luogo come questo: portare la musica dentro uno dei simboli storici del territorio e farne uno spazio vivo, aperto alla cultura e alla contemporaneità.

Sul palco Carmen Consoli, Max Gazzè, Motta e Ginevra Di Marco, insieme sotto la guida musicale di Francesco Magnelli, hanno condiviso l’intera serata dando vita a un continuo intreccio di voci, strumenti, repertori e sensibilità differenti.

È questa la formula di Stazioni Lunari: ogni appuntamento cambia protagonisti e diventa così un incontro irripetibile. Non esiste una scaletta pensata per celebrare semplicemente il percorso del singolo artista, ma un dialogo musicale nel quale le canzoni possono cambiare forma, incontrarsi e appartenere, per qualche momento, a tutti.

A Civitella del Tronto la contaminazione è stata il vero filo conduttore della serata. Max Gazzè e Carmen Consoli hanno lasciato sul palco tutta la loro personalità, in un contesto particolarmente intimo, con una dimensione acustica che ha permesso alle voci e agli strumenti di arrivare al pubblico senza filtri.

E proprio questa scelta ha restituito alla musica una dimensione essenziale: quella del live suonato e condiviso, dove il protagonista non è soltanto chi canta, ma ciò che accade quando musicisti diversi si ascoltano e decidono di mettersi in gioco insieme.

Motta e Ginevra Di Marco hanno completato un quartetto dalle identità profondamente diverse, contribuendo a rendere lo spettacolo un viaggio attraverso linguaggi che spaziano dalla canzone d’autore al rock, dal folk alle contaminazioni della musica contemporanea.

Ma c’è anche un altro protagonista della serata: la Fortezza di Civitella del Tronto. Uno dei luoghi storici più suggestivi d’Abruzzo, trasformato per una notte in un palcoscenico naturale. La musica contemporanea ha incontrato la pietra e la memoria di un luogo che, ancora una volta, ha dimostrato quanto il patrimonio storico possa diventare spazio vivo per la cultura.

Stazioni Lunari non porta semplicemente artisti diversi sullo stesso palco. Li mette nelle condizioni di incontrarsi. Ed è proprio nell’imprevedibilità di questo incontro che nasce qualcosa di ogni volta diverso.

A Civitella del Tronto, tra le mura della Fortezza e le voci di quattro interpreti riconoscibili e lontani da qualsiasi formula precostituita, quella contaminazione ha trovato una delle sue cornici più suggestive.

Articolo e foto a cura di Albrizio Iolanda

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