Settembre 21, 2026
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Dal tormentone provocatorio al grande schermo, passando per il palco dell’Ariston. In meno di un anno Tony Pitony è diventato uno dei personaggi più imprevedibili dello spettacolo italiano. E adesso prepara il suo prossimo capitolo.

C’è chi cambia genere musicale. Chi cambia look. Tony Pitony, invece, cambia proprio campo da gioco.

A meno di un anno dal debutto che lo ha trasformato da perfetto sconosciuto a presenza impossibile da ignorare, il cantante mascherato di Culo e Donne ricche è pronto a fare il salto nel cinema. E, come prevedibile, non dalla porta principale.

A Roma sono infatti cominciate le riprese di Filmony – Decreto Correttezza, il suo primo film, progetto che porta sul grande schermo lo stesso immaginario irriverente che ha accompagnato la sua ascesa nella musica. Una parabola rapidissima: prima le canzoni capaci di dividere il pubblico tra entusiasmo e indignazione, poi il Festival di Sanremo, quindi un tour da oltre 30 date sold out. Ora il cinema. E, forse, un nuovo appuntamento con l’Ariston.

Le riprese di Filmony – Decreto Correttezza sono partite il 14 settembre nella Capitale e dovrebbero andare avanti per circa cinque settimane. Alla regia c’è Volfango De Biasi, regista e sceneggiatore con una lunga esperienza nella commedia italiana, mentre la sceneggiatura è firmata da Tony Pitony insieme a Mattia Borgonovo, Giulia Carlei, Davide Guidi e Marco Vitale.

Il titolo dice già molto. E probabilmente non tutto.

Una commedia che non vuole stare ferma

Filmony – Decreto Correttezza nasce come un progetto difficile da infilare in una categoria precisa. Alla storia principale si affiancheranno infatti finti spot pubblicitari, momenti di animazione e altri inserti che dovrebbero contribuire a costruire un linguaggio cinematografico coerente con il mondo di Pitony.

Insomma: se l’obiettivo fosse semplicemente trasferire sullo schermo il personaggio musicale, sarebbe troppo facile. Qui l’idea sembra essere quella di allargare il suo universo, mescolando cinema, satira, pubblicità e animazione.

A guidare il cast saranno lo stesso Tony Pitony e Beatrice Arnera. Tra le partecipazioni annunciate ci sono anche Ditonellapiaga e Massimo Ceccherini.

Il ritorno di Ditonellapiaga non è casuale. Lo scorso febbraio era stata proprio lei a condividere con Pitony il palco dell’Ariston nella serata delle cover, quando i due avevano portato The Lady Is a Tramp e conquistato a sorpresa la vittoria della serata. Un episodio che aveva ulteriormente allargato il perimetro del fenomeno Pitony: non più soltanto provocazione musicale, ma presenza capace di funzionare anche dentro il grande rituale televisivo italiano.

A produrre il film sarà Tramp Limited, casa cinematografica fondata da Ficarra e Picone. La distribuzione è affidata a Vision Distribution, mentre nel progetto sarebbe coinvolta anche Sky. L’arrivo nelle sale è previsto per il 2027.

E il 2027, per Pitony, potrebbe avere in serbo anche un altro appuntamento decisamente più televisivo.

Dal tour all’Ariston, ma dall’altra parte del palco

Dopo un’estate segnata da un tour di grande successo, con più di 30 date sold out in tutta Italia, il cantante potrebbe infatti tornare a Sanremo. Stavolta, però, non per cantare.

Secondo quanto riportato da Andrea Spinelli su QN, sarebbero in corso trattative per portare Tony Pitony al prossimo Festival con un incarico decisamente diverso: la co-conduzione di una o più serate accanto a Stefano De Martino.

Per ora è un’ipotesi, non un annuncio ufficiale. Ma sarebbe difficile immaginare un ruolo più coerente con la traiettoria imprevedibile del personaggio: quello che è entrato nella musica italiana con il volto coperto potrebbe ritrovarsi a condurre il suo palcoscenico più esposto.

È questo, in fondo, il paradosso di Tony Pitony. La maschera, che all’inizio sembrava servire a nascondere un’identità, è diventata rapidamente il suo marchio più riconoscibile. E mentre continua a provocare, dividere e far discutere, il personaggio si sta progressivamente spostando dal margine verso il centro dello spettacolo italiano.

Prima la musica. Poi Sanremo. Adesso il cinema. E, forse, di nuovo Sanremo.

La maschera resta. Quello che cambia, sempre più velocemente, è il palcoscenico.

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