Venerdì 20 febbraio segna l’esordio sulla lunga distanza di LUPO, al secolo Lupo De Matteo, con il suo album Cerotti (Sins Records/Imusician), anticipato dal singolo Cicatrici uscito lo scorso 30 gennaio. A due anni dall’EP Scarabocchi, il giovane cantautore romano torna con un progetto che è al tempo stesso intimo e generazionale, una fotografia sincera dei ventenni di oggi: cresciuti tra incertezze e aspirazioni, sospesi tra ciò che non sono più e ciò che ancora non hanno conquistato.
Cerotti nasce dall’idea di una “cura imperfetta”: non rimedi definitivi, ma piccoli interventi emotivi per affrontare le ferite quotidiane. Ogni brano diventa un cerotto differente, pensato per proteggere e accompagnare le insicurezze, i lividi interiori, l’ansia generazionale e le difficoltà nei rapporti umani. LUPO riesce così a trasformare la sua musica in uno spazio in cui gli ascoltatori possono riconoscersi, confrontarsi con le proprie fragilità e trovare un palliativo per le proprie emozioni.
Musicalmente, Cerotti esplora un pop ricco e stratificato, capace di spostarsi dall’urban all’indie italiano, con tocchi di funk, elettronica e momenti shoegaze delicati e onirici. Ritornelli contagiosi, batterie incisive e synth pulsanti convivono con pause più eteree e riflessive, creando un equilibrio tra energia e introspezione. Le influenze spaziano da artisti internazionali come Machine Gun Kelly, Avril Lavigne, Bruno Mars e Coldplay, a nomi della scena italiana come Calcutta, Gazzelle e Fulminacci, senza mai diventare meri riferimenti: ogni scelta sonora sostiene i testi e i temi che affrontano.
L’album si apre con 23, una scarica di adrenalina che racconta la frenesia della crescita e il confronto con gli altri. Seguono tracce come Noia, urban e pulsante, e MVR D SCHIAFFI, pop e ironico, fino a SALESALE, che con groove funk riflette sull’autenticità in un mondo mercificato. Interludio e DILIVI introducono momenti di intimità e confronto emotivo, mentre X100 e 20 affrontano il rapporto con il digitale e le contraddizioni dei vent’anni. CICATRICI, singolo di lancio, celebra l’importanza del contatto umano come esperienza necessaria alla crescita, e SUPERSONICO chiude l’album con un viaggio onirico sulla libertà e l’assenza di coordinate, lasciando l’ascoltatore in uno spazio sospeso e riflessivo.
LUPO si conferma la voce sincera e ribelle della sua generazione: racconta l’inadeguatezza, l’autosabotaggio, l’ansia e la noia con uno sguardo lucido e diretto, senza retorica. Cerotti non è solo un disco pop: è un manifesto della libertà emotiva, un invito a riconoscere le proprie fragilità e a trovare piccoli rimedi per andare avanti, giorno dopo giorno.
In definitiva, Cerotti è un debutto sulla lunga distanza fresco, immediato e spontaneo, ma con una sostanza ben strutturata: un album che parla ai ventenni di oggi e, in realtà, a chiunque abbia bisogno di un piccolo cerotto per il cuore.
Articolo a cura di Angela Todaro
