Ottobre 8, 2026
Presentazione del nuovo album di Mina a Milano

Anteprima stampa del nuovo album di Mina ‘Dilettevoli inedite eccedenze’ presso la Triennale a Milano, 6 ottobre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Mina non ha bisogno di tornare in scena per continuare a far parlare di sé. Le basta aprire una porta. Quella del suo archivio, per esempio, dove da decenni riposano registrazioni, canzoni e frammenti di una carriera che sembra non avere fondo.

Si intitola “Dilettevoli inedite eccedenze” il nuovo album di Mina, in uscita il 9 ottobre per Pdu. Dieci brani che arrivano direttamente dal cuore della sua storia discografica: alcune registrazioni rimaste finora chiuse nel “vault” della casa discografica, altre realizzate appositamente per il progetto. Un disco che, più che un ritorno, sembra una nuova esplorazione del mito Mina.

«Non è una conferenza stampa, è un ascolto», ha precisato Massimiliano Pani, figlio di Mina e produttore dell’album, presentando il lavoro nello spazio Voce della Triennale di Milano. E in effetti il punto è proprio questo: ascoltare. Perché Mina può permettersi di non apparire da cinquant’anni e restare, intatta, una presenza ingombrante nella musica italiana.

«Voi siete qui ad ascoltare un’artista che non appare da cinquant’anni e comunque rimane la sua credibilità: questo è stato il suo lavoro, la discografia», ha detto Pani.

La scaletta è un viaggio senza patente né confini di genere. C’è “La mia serenata” di Jimmy Fontana, c’è “Carrettieri” firmata da Alfonso Gibilaro, c’è la raffinatezza francese di “Dans mon île” di Henri Salvador. E poi Pino Daniele con “Yes I Know My Way”, fino a una delle sfide più affascinanti: “Eleanor Rigby” dei Beatles.

In mezzo, una sola eccezione alla logica del recupero: “Settembre” di Ivano Fossati. Non è né una cover né un inedito, ma un brano che Mina ha scelto di rimettere in circolo, riportandolo davanti a un pubblico che può così riscoprirlo.

“Dilettevoli inedite eccedenze” è il terzo capitolo della collana dedicata ai brani rimasti nel cassetto. Un archivio che, nel caso di Mina, assomiglia più a un universo parallelo che a un semplice deposito di registrazioni.

A completare il progetto ci sono dodici fotografie inedite, selezionate da Mina e Mauro Balletti dagli archivi della cantante e raccolte nel libretto. Un altro pezzo di quella storia che Mina ha scelto di raccontare nel modo che le è più congeniale: senza apparire, lasciando parlare le tracce.

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