Quando una pop star raggiunge il livello di successo di Harry Styles, di solito succede una cosa molto semplice: si continua sulla stessa strada: si replica la formula che funziona, si inseguono le radio, si producono hit riconoscibili al primo ascolto.
Kiss All the Time. Disco, Occasionally, in uscita oggi 6 marzo, invece, sembra partire da una domanda completamente diversa: e se facessimo l’opposto?
Il quarto progetto solista di Styles non è il classico disco pop costruito per confermare ciò che il pubblico già conosce. Al contrario, è un lavoro che spiazza: cambia atmosfera da una traccia all’altra, gioca con sonorità diverse e sembra molto più interessato a esplorare nuovi territori che a ripetere un modello vincente. È proprio questo l’aspetto più sorprendente del disco.
Nel panorama pop contemporaneo, dove spesso gli album sembrano progettati attorno a playlist e algoritmi, la scelta qui è quella di imboccare una direzione più imprevedibile.Il suono guarda apertamente alla disco, al rock morbido, a certe produzioni anni ’70, con arrangiamenti ricchi, strumenti suonati e una costruzione sonora più stratificata rispetto a molta musica pop attuale. Il risultato è un progetto che non punta solo sull’immediatezza, ma sull’atmosfera. Alcuni brani funzionano come vere e proprie esperienze sonore: groove profondi, cori che entrano e spariscono, linee di basso che guidano la canzone più della melodia principale.
È un disco che dà l’impressione di essere stato costruito per dimostrare che una pop star globale può ancora permettersi di sperimentare.
Se si guarda alla carriera solista di Styles, questa scelta non è poi così sorprendente. Ogni suo album ha rappresentato una trasformazione. Il debutto serviva a prendere le distanze dal passato negli One Direction; Fine Line ha ampliato il suo universo pop-rock; Harry’s House lo ha consacrato definitivamente come una delle figure centrali del pop internazionale. Con questo nuovo capitolo, invece di consolidare la formula che gli ha garantito un successo mondiale, decide di spostare ancora il baricentro. Il disco appare più libero, meno prevedibile e in alcuni momenti quasi sperimentale per gli standard di una superstar. Ed è proprio questa libertà a renderlo così interessante.
Nel pop mainstream, dove spesso tutto è calibrato per essere riconoscibile e rassicurante, pubblicare un disco che rischia di sorprendere il proprio pubblico è una decisione rara. E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo tanti anni sotto i riflettori, Harry continua a essere una delle figure più interessanti della musica pop.
L’uscita dell’album non è però l’unico evento della giornata. Questa sera, a Manchester, l’artista presenterà il progetto con uno show speciale realizzato in collaborazione con Netflix, un evento pensato per celebrare il nuovo disco e trasformare il lancio dell’album in un’esperienza live globale.
Un altro segnale di quanto continui a muoversi fuori dagli schemi: non solo nella musica, ma anche nel modo in cui sceglie di raccontarla al pubblico.
Perché, alla fine, il punto è proprio questo: in un panorama pop fatto anche di grandi aspettative e formule consolidate, Harry Styles sembra preferire ogni volta la strada più imprevedibile: una direzione che, pur sorprendendo, rimane profondamente e riconoscibilmente sua.
Articolo a cura di Natalia Ameduri
