Giugno 7, 2026
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Ci sono band che suonano. E poi ci sono band che ti aprono il cranio con un bisturi d’argento e ci versano dentro un’eco cosmica. Gli A Perfect Circle appartengono senza dubbio alla seconda categoria.
Nati alla fine degli anni ’90 dall’incontro tra il chitarrista visionario Billy Howerdel e l’inquieto sciamano vocale Maynard James Keenan, già mente e gola dei Tool, gli A Perfect Circle non sono mai stati un semplice “side project”. Sono un laboratorio emotivo dove il rock alternativo si spoglia della retorica macho e si veste di velluto nero, elettronica glaciale e melodie che sembrano salmi per una religione senza dio.
Il loro debutto, Mer de Noms, è arrivato come un messale apocrifo: chitarre liquide, linee di basso ipnotiche, e quella voce di Keenan capace di passare dal sussurro confessionale al grido trattenuto di chi ha visto l’abisso e ci ha trovato casa. Poi è arrivato Thirteenth Step, un concept sull’ossessione e la dipendenza che suona come una riunione degli Alcolisti Anonimi celebrata in una cattedrale industriale. E quando nel 2004 hanno pubblicato eMOTIVe, rileggendo inni politici con una freddezza chirurgica, era chiaro che non si trattava solo di musica: era un atto di guerra estetica.
Gli A Perfect Circle sono sempre stati maestri nel costruire tensione. Non esplodono: implodono. Ti attirano dentro con arpeggi minimali e poi ti lasciano sospeso in un limbo emotivo dove ogni nota sembra pesare come una confessione. È musica che non ti chiede di pogare. Ti chiede di guardarti allo specchio.
E ora, come una cometa che riappare quando meno te lo aspetti, tornano in Italia per un appuntamento che promette di essere più di un semplice concerto. Il 13 giugno a Ferrara! Città perfetta, che con le sue mura rinascimentali e quell’aria da luogo che ha visto secoli di splendore e decadenza, è lo scenario perfetto per il loro rituale sonoro.
Perché un live degli A Perfect Circle non è intrattenimento: è un’esperienza quasi liturgica. Luci fredde, suoni stratificati, Keenan che canta spesso nell’ombra, come se la voce provenisse da un altare invisibile.
Aspettatevi un viaggio dentro i brani che hanno definito un’epoca alternativa — da “Judith” a “The Outsider”, da “Weak and Powerless” a “The Doomed” — e preparatevi a quella sensazione rara e preziosa di essere parte di qualcosa che vibra sotto la pelle.
Il 13/06 a Ferrara non sarà solo una data sul calendario. Sarà un varco.
E gli A Perfect Circle sono ancora lì, pronti ad attraversarlo con noi, tra redenzione e distorsione, silenzio e catarsi.
Portate orecchie aperte e qualche fantasma personale da esorcizzare.
Al resto penseranno loro.

Articolo a cura di Stefano Carsen

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