Al Ligyes Cultura Fest di Alassio, Zucchero non usa il fioretto. Intervistato da Stefano Senardi, il cantautore si è lasciato andare a un giudizio tranchant sul Festival di Sanremo, sul nuovo direttore artistico Stefano De Martino e, soprattutto, sull’Eurovision Song Contest.
A stuzzicarlo è stata la nuova regola prevista per Sanremo 2027: il vincitore del Festival non sarà necessariamente destinato a rappresentare l’Italia all’Eurovision. La risposta di Zucchero è stata tutt’altro che diplomatica: non gli interessa, e lo ha fatto capire senza troppi giri di parole.
Il bersaglio più grosso, però, è arrivato subito dopo: l’Eurovision, secondo Zucchero, avrebbe ormai sacrificato la musica in favore dello spettacolo. Una macchina televisiva fatta di scenografie, coreografie e produzioni faraoniche, nella quale — questa la sua critica — la dimensione della performance dal vivo finirebbe in secondo piano.
Anche la scelta di Stefano De Martino come direttore artistico del prossimo Festival non sembra entusiasmarlo particolarmente. Zucchero ha precisato di non avere elementi per giudicarne le competenze musicali: semplicemente, ha detto, non lo conosce come «cultore musicale». Quando dal pubblico è arrivata una valutazione decisamente più netta, il cantante ha preso le distanze, lasciando a chi l’aveva pronunciata la responsabilità del giudizio.
Più interessante, invece, la sua idea su chi potrebbe guidare artisticamente Sanremo. Il nome indicato è proprio quello di Stefano Senardi, il discografico che lo stava intervistando. Una scelta che Zucchero ha motivato non per la circostanza, ma per la sua conoscenza della musica e dell’industria.
Il punto, in fondo, è proprio questo: per Zucchero Sanremo dovrebbe essere prima di tutto una questione di musica. E quando la televisione prende il sopravvento sulla canzone, la sua pazienza sembra finire molto prima del canonico minuto e mezzo di una performance da prime time.
