Agosto 20, 2026
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Gli U2 sono tornati a spingere sull’acceleratore. Dopo “Street of Dreams”, pubblicato il 7 luglio, il nuovo album della band irlandese comincia finalmente ad assumere contorni più precisi. Sarà il primo disco di inediti dai tempi di Songs of Experience, uscito nel 2017, e potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo capitolo destinato a proseguire anche dal vivo, con un tour internazionale previsto per il 2027.

Il percorso, però, è stato tutt’altro che lineare. Nei primi mesi del 2026 gli U2 hanno sorpreso tutti pubblicando due EP, Days of Ash ed Easter Lily, mentre poche settimane dopo Street of Dreams è arrivata anche “Fireflies”, collaborazione con Martin Garrix. Una mossa che ha aggiunto un ulteriore punto interrogativo alla roadmap della band: Street of Dreams è indicata come primo singolo del nuovo album, mentre non è ancora chiaro se Fireflies finirà nel disco degli U2, in quello di Garrix o resterà un episodio separato.

Un disco quasi pronto

Nelle ultime settimane, tra dichiarazioni ufficiali e anticipazioni raccolte da U2Songs, il quadro si è fatto più nitido. La data di pubblicazione, però, resta ancora avvolta nel mistero.

Secondo le informazioni riportate da U2Songs, l’album sarebbe già completato e consegnato all’etichetta. L’obiettivo sarebbe pubblicarlo entro la fine del 2026. Per mesi si è guardato al 25 settembre, anniversario della formazione degli U2, come possibile data simbolica per il ritorno del gruppo, ma l’ipotesi oggi più accreditata sembra essere quella di un’uscita in novembre.

Prima, probabilmente a settembre, dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale del titolo insieme a un secondo singolo, indicato per ora con il nome provvisorio di “Silencio”.

E Street of Dreams potrebbe non aver ancora mostrato tutte le sue carte. Gli U2 avrebbero infatti registrato una nuova versione del brano, finora trasmessa soltanto dalla radio SiriusXM della band. Una rilettura dai colori più marcatamente messicani, accompagnata da un video girato nella capitale del Paese.

Jacknife Lee al centro della produzione

Il nome più importante dietro la console è quello di Jacknife Lee, produttore che ha lavorato con artisti come Snow Patrol e R.E.M. e che negli ultimi anni ha consolidato il proprio rapporto con gli U2 e con Bono.

Lee non sarebbe però solo. Al progetto avrebbero contribuito anche Brian Eno e Daniel Lanois, coinvolti su alcuni brani, mentre Steve Lillywhite avrebbe partecipato ad alcune fasi della lavorazione.

A descrivere il carattere del disco ci ha pensato lo stesso Bono, parlando del progetto in occasione della pubblicazione dei due EP. Le sue parole suggeriscono un album tutt’altro che contemplativo: un lavoro pensato per essere rumoroso, imprevedibile e soprattutto vivo sul palco.

È una direzione che, nelle intenzioni della band, riporta gli U2 verso uno degli elementi fondamentali della loro identità: il rock come forma di reazione a un presente dominato da crisi, conflitti e immagini consumate quotidianamente sugli schermi.

Il ritorno di Larry Mullen Jr.

Tra le questioni più osservate dai fan c’è naturalmente quella della formazione. Nel nuovo album dovrebbe esserci anche Larry Mullen Jr., tornato al lavoro con la band dopo il periodo di assenza legato all’intervento chirurgico che gli aveva impedito di partecipare alla residency degli U2 allo Sphere di Las Vegas.

Proprio durante quei concerti era entrato in scena Bram van den Berg, batterista presentato agli U2 da Martin Garrix. Il musicista, che aveva preso il posto di Mullen alla batteria durante la residency, compare anche tra i musicisti accreditati di Fireflies.

Una parentesi che racconta bene il momento attraversato dalla band: gli U2 stanno cercando una nuova direzione senza rinunciare alla propria storia, muovendosi tra rock, elettronica e collaborazioni sempre meno prevedibili.

E poi gli stadi: il tour del 2027

Se l’album è ormai vicino alla linea del traguardo, il prossimo grande interrogativo riguarda il palco.

Secondo quanto anticipato da U2Songs, gli U2 starebbero preparando un nuovo tour mondiale per il 2027, con una partenza prevista tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate e un successivo arrivo in Europa.

Il progetto dovrebbe riportare la band negli stadi, con l’Italia tra i Paesi interessati. Alcuni impianti italiani sarebbero già stati opzionati, insieme a venue nel Regno Unito e in Germania. A Dublino, invece, il piano potrebbe comprendere addirittura quattro concerti al Croke Park.

E non sarebbe un ritorno di breve durata: secondo le indiscrezioni, il tour potrebbe proseguire anche nel 2028.

Per ora mancano ancora titolo, tracklist e calendario ufficiale. Ma la sensazione è che gli U2 abbiano finalmente smesso di preparare il terreno e siano pronti a tornare al centro della scena. Il nuovo album dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Poi, nel 2027, sarà il turno degli stadi.

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