Ottobre 5, 2026
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Spotify introduce un nuovo strumento per rendere più riconoscibili sulla piattaforma gli artisti creati con l’intelligenza artificiale. Si chiama “AI Persona” ed è un badge che verrà associato ai profili che utilizzano identità artificiali, con l’obiettivo di chiarire agli ascoltatori quando dietro un progetto musicale non c’è una persona reale.

La nuova policy entrerà ufficialmente in vigore a metà settembre. Già dall’11 agosto, però, i responsabili dei profili interessati possono dichiarare autonomamente la natura del progetto. In assenza di un’autodichiarazione, sarà Spotify a verificare i profili e, quando necessario, ad applicare il contrassegno.

Il badge sarà visibile sul profilo dell’artista, nei risultati di ricerca e nelle righe delle tracce all’interno delle playlist. Spotify specificherà inoltre se l’etichettatura è stata effettuata volontariamente dal responsabile del profilo oppure direttamente dalla piattaforma dopo una verifica.

La misura avrà anche conseguenze sulla distribuzione della musica. I brani associati a un profilo “AI Persona” non saranno inclusi nelle raccomandazioni editoriali o algoritmiche di Spotify. Potranno invece continuare a essere proposti attraverso suggerimenti personalizzati agli utenti che già seguono quell’artista.

Secondo Spotify, il sistema sarà rivolto soprattutto ai profili che presentano identità fotorealistiche generate dall’IA, con un’attenzione particolare ai progetti che hanno raggiunto determinate soglie di pubblico. L’obiettivo dichiarato è concentrarsi sulla maggior parte dei profili effettivamente visitati dagli utenti.

La piattaforma aveva già introdotto strumenti come AI Credits e SongDNA per aumentare la trasparenza sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione musicale. Con AI Persona, però, il focus si sposta dall’identificazione del singolo brano alla natura stessa dell’artista.

La domanda a cui Spotify vuole rispondere è, in sostanza, se il profilo che l’ascoltatore sta guardando rappresenti oppure no una persona reale. Una distinzione diventata sempre più rilevante con la crescita dei progetti musicali artificiali: negli ultimi anni personaggi come Sienna Rose e i Velvet Sundown hanno raggiunto milioni di ascolti, alimentando il dibattito sull’identità e sull’autenticità nella musica in streaming.

Non mancano, però, le critiche alle strategie di Spotify sull’IA. A luglio Lorde aveva contestato la funzione “About the Song”, accusandola di aver prodotto informazioni inesatte su “Current Affairs”, uno dei brani del suo album Virgin. Spotify aveva riconosciuto l’errore, spiegando che la funzione si trova ancora in fase beta.

Il nuovo badge rappresenta quindi un ulteriore passo nella strategia della piattaforma: non vietare in assoluto la musica generata dall’intelligenza artificiale, ma rendere più esplicita la sua presenza e distinguere i progetti artificiali dagli artisti umani, soprattutto quando la loro identità visiva può creare confusione negli ascoltatori.

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