Buona la prima per Ernia, che sceglie il Palazzo del Turismo di Jesolo per rodare il suo nuovo “Solo per Amore Tour“. La data zero del 19 marzo è, come prevedibile, un cantiere ancora aperto, ma già abbastanza definito da restituire la direzione intrapresa dal rapper milanese: meno sovrastrutture, più centralità della parola.
La scaletta si muove lungo il doppio binario ormai tipico della sua produzione recente, divisa tra introspezione e slanci più immediati. I brani funzionano soprattutto quando Ernia insiste sul versante più personale, quello in cui la scrittura si fa densa e il live guadagna in peso specifico. Nei momenti più energici, invece, lo show procede con mestiere ma senza particolari guizzi, appoggiandosi più alla risposta del pubblico che a una costruzione scenica davvero incisiva.
La scenografia del live di Ernia richiama quella di un tribunale, in cui l’artista si trova simbolicamente sotto processo. Al centro della narrazione c’è il giudizio sulle sue scelte: sono state guidate dall’amore o dal denaro? Durante l’esibizione scorrono immagini di alcuni ragazzini intenti a compiere un furto, elemento che rafforza il tema del conflitto tra valori e ambizione.
L’impianto visivo è essenziale: luci pulite, pochi elementi, nessuna distrazione. Una scelta coerente con l’idea di mettere al centro il racconto, ma che alla lunga rischia di appiattire il ritmo dello spettacolo, soprattutto nella prima parte, dove si avverte qualche fisiologica incertezza.
A rimescolare le carte arriva l’ospite della serata, Rkomi, accolto con entusiasmo immediato. Il loro segmento condiviso è uno dei momenti più riusciti del concerto: la complicità è evidente, la resa sul palco solida, e per qualche minuto lo show trova quella scintilla che altrove resta solo accennata.
Nel finale, dopo il duetto con Rkomi, il giudice pone a Ernia la domanda decisiva: Ernia risponde con lucidità: si parte sempre dall’amore, ma col tempo tutto finisce inevitabilmente per ruotare attorno al denaro.
Nel complesso, una partenza convincente ma non ancora risolta. La sensazione è che il tour abbia margine di crescita, soprattutto sul piano del ritmo e della costruzione live. Ernia, dal canto suo, conferma una cifra stilistica riconoscibile e una scrittura che dal vivo continua a essere il suo punto di forza. Ora si tratta di trasformarla in uno spettacolo capace di reggere con continuità dall’inizio alla fine.
Photo Credit Giorgia Tresin





















