Maggio 16, 2026
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Una serata così, al Flowers Festival, la ricorderemo a lungo. Nella quarta serata del cartellone 2025, il palco si è trasformato in una vera e propria festa a cielo aperto: prima il travolgente spirito gipsy de i Patagarri, poi la solida certezza della Bandabardò, e infine un finale corale che ha fatto cantare, ballare e sudare tutto il pubblico sotto un’unica vibrazione: “Se mi rilasso, collasso”.

Patagarri:

Giovani, energici e senza filtri, i Patagarri sono arrivati a Collegno con la potenza e la leggerezza di un circo in movimento. Il loro nuovo album “L’ultima ruota del caravan”, uscito da poco, è già diventato un piccolo cult per chi ama il gipsy‑folk con venature jazz e tanta, tantissima voglia di suonare. E dal vivo? Ancora meglio. Tromba, clarinetto, trombone, chitarra, e ritmi presi in diretta – come amano dire loro – hanno steso tutti con una performance piena di groove e improvvisazione.

Il pubblico li ha seguiti sin dalle prime note, tra danze improvvisate, cori e sorrisi. Sul palco erano un tutt’uno, un organismo che respirava e si muoveva al ritmo delle emozioni. Il loro live non è solo musica, è esperienza, è viaggio, è strada.

Bandabardò:

Dopo il viaggio travolgente dei Patagarri, arriva la magia familiare e potente della Bandabardò. Che siano sul palco da trent’anni, si sente… e si ama. Finaz e compagni portano con sé un bagaglio di canzoni che sono diventate inni, manifesti generazionali e colonna sonora di mille estati. Ma la loro energia non è affatto scolorita. Anzi.

Tra vecchi brani e nuove sorprese, il concerto è stato un abbraccio continuo al pubblico. La Bandabardò non suona, vive. E fa vivere. Ogni pezzo un’esplosione, ogni pausa un grido di libertà. Le mani alzate, i piedi che battono, le voci che si intrecciano: è il rito collettivo del folk italiano più puro.

E poi il momento che nessuno dimenticherà. Tutti sul palco: i Patagarri e la Bandabardò insieme per “Se mi rilasso, collasso”. Un finale da pelle d’oca. Una dichiarazione di intenti, un abbraccio collettivo, una liberazione.

Il pubblico esplode. Canta. Salta. Si scioglie. E si ritrova in quel motto che è più di una canzone: è uno stato d’animo.

Il Flowers Festival ancora una volta dimostra di essere più di una rassegna musicale. È un luogo dove la musica diventa comunità, dove le emozioni si condividono senza filtri. E in una serata come questa, con i Patagarri e la Bandabardò, non potevamo chiedere di meglio.

La sintesi? Cuore, fiati, piedi che ballano e mani al cielo. E la sensazione, tornando a casa, che qualcosa di bello – e vero – sia successo davvero.

Photo Credit: Maurizio Lesto De Angelis

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