La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo non è passata inosservata. Il cantante, che con il brano vincitore ha conquistato il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, è tornato a Napoli per festeggiare tra le vie del suo quartiere, portando la musica e la gioia direttamente tra la sua gente.
La festa, durata circa mezz’ora sulle scale della sede della prima municipalità in largo Torretta a Chiaia, ha visto centinaia di fan cantare e ballare sulle note di Per sempre sì. Dal palco improvvisato, Da Vinci ha mostrato il trofeo e ringraziato calorosamente la sua comunità:
“Ho voluto festeggiare qui perché è da questo quartiere che è partito tutto. L’eco della Torretta è arrivato in tutto il mondo. Questo premio profuma di sogni realizzati. Ricordatevi che siamo noi che ci allontaniamo dall’amore, non è l’amore che si allontana da noi”, ha detto il cantante, incoraggiando i fan a credere nei sogni e nell’amore.
Tra i presenti anche giovani fan come Giulia e Vittoria, di 11 e 9 anni, arrivate con i loro messaggi di affetto: “Sal è la nostra champions” e “Mi piace tanto la tua canzone, ti voglio bene”. La festa si è conclusa con brindisi, taglio della torta e la consegna di una targa da parte della municipalità, che ha voluto celebrare Da Vinci come esempio di impegno, radici e determinazione.
Non sono mancate però le polemiche. Alcune dichiarazioni, tra cui quelle del giornalista Aldo Cazzullo, hanno definito il brano adatto a un “matrimonio camorristico”, scatenando un acceso dibattito sui social e tra gli addetti ai lavori.
Da Vinci ha risposto con garbo e senza nomi: “Io ho semplicemente portato una canzone che parla d’amore. Se l’amore è una cosa violenta, forse siamo nel mondo sbagliato. Vi prego di non rispondere alle provocazioni, pensiamo alla musica e alla gente che ci vuole bene”.
Anche lo scrittore Maurizio de Giovanni è intervenuto, difendendo l’artista: “Da Vinci è un artista straordinario con 40 anni di carriera. Definirla una canzone legata a matrimoni di camorra è uno scivolone. La popolarità non equivale a bassa qualità. Il rispetto per un artista che raggiunge milioni di persone è doveroso”.
De Giovanni ha sottolineato come Da Vinci abbia ottenuto voti non solo dal pubblico ma anche dalla giuria artistica e abbia portato la sua musica su palcoscenici importanti come Verona e San Siro, consolidando la sua carriera non come cantante di quartiere ma come artista popolare di successo.
Nonostante le polemiche, i dati parlano chiaro: i passaggi radio, le classifiche e l’attenzione mediatica fanno di Sal Da Vinci uno dei favoriti per l’Eurovision. Il dibattito intorno alla sua vittoria sembra in parte dettato da pregiudizi sul genere neomelodico, ma per molti la sua capacità di emozionare rimane indiscutibile.
La festa a Napoli, tra cori, applausi e sorrisi, ha confermato che per i fan e per la città, Da Vinci resta un simbolo di talento e dedizione, capace di trasformare la sua storia personale in un trionfo condiviso.
Articolo a cura di Angela Todaro
