Maggio 24, 2026
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Un faretto, un pianoforte e un’atmosfera magica. Questo era tutto ciò che serviva ieri sera all’Hiroshima Mon Amour di Torino per trasformare il concerto di Motta in un’esperienza musicale e umana di rara intensità.

Fin dall’inizio, Motta ha voluto annullare ogni barriera tra sé e il pubblico: una parte degli spettatori era seduta sul palco con lui, gli altri a terra, come in un salotto intimo e accogliente. Luci soffuse, un unico faretto puntato sull’artista, e quella voce calda e graffiante che emergeva prepotente, scandendo ogni parola con un’intensità palpabile.

La scaletta ha toccato i pezzi più amati del suo repertorio, spogliati dagli arrangiamenti e ridotti all’essenza più pura. Da “La fine dei vent’anni” a “La nostra ultima canzone”, ogni brano è diventato un racconto personale, ancora più sentito grazie alla vicinanza e alla complicità instaurata con il pubblico. Non sono mancati momenti di leggerezza, battute e aneddoti, mentre Motta invitava a fare domande, trasformando il concerto in un vero scambio umano.

Tra le gemme della serata, spicca l’omaggio a Fabrizio De André con una toccante cover di “Verranno a chiederti del nostro amore”, mentre la chiusura è stata affidata all’energia esplosiva di “Roma stasera”, che ha riportato tutti a un’emozione più vibrante dopo l’intimità del live.

Il rischio di un concerto solo piano è alto: ogni imperfezione è sotto i riflettori e ogni silenzio diventa parte della musica. Eppure, proprio questa essenzialità ha fatto emergere il coraggio di Motta, che ha saputo reinventare sé stesso e il suo repertorio in una veste inedita e immersiva.

Inoltre, la serata ha rappresentato un momento di svolta: Motta ha annunciato il suo ritorno live con la full band per festeggiare il decennale del suo primo album d’esordio, lasciando aperta la porta a nuove emozioni e sorprese.

La scaletta completa della serata:

  • Se continuiamo a correre
  • Del tempo che passa la felicità
  • La nostra ultima canzone
  • Ed è quasi come essere felice
  • Requiem (Piano Solo)
  • A te
  • Quando guardiamo una rosa (brano scritto da Brunori SAS)
  • Anime perse
  • Mi parli di te
  • Verranno a chiederti del nostro amore (Fabrizio De André cover)
  • La fine dei vent’anni
  • Roma stasera

Articolo a cura di Emanuela Trossero

Photo Credit: Emanuela Trossero

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