Monte San Giusto, 8 settembre 2025
L’ultima serata dei festeggiamenti patronali ha trasformato Monte San Giusto in una macchina del tempo. In piazza Aldo Moro non sono serviti effetti speciali. È bastato un nome per risvegliare un intero bagaglio di emozioni: Maurizio Vandelli, voce simbolo degli Equipe 84.
Vandelli è salito sul palco con la naturalezza di un vecchio amico che torna a bussare alla porta dopo anni: un po’ cambiato, certo, ma ancora capace di far scattare la scintilla di allora. La scaletta è stata un viaggio musicale che ha intrecciato i grandi classici degli Equipe 84 con le canzoni immortali di Lucio Battisti. “Bang Bang”, “Un angelo blu”, “Tutta mia la città” e “Io ho in mente te”, passando per “Mi ritorni in mente”, “Con il nastro rosa” e “La luce dell’est”; ogni brano era un ricordo in chiave musicale: un ritorno immediato per chi quegli anni li ha vissuti; per i più giovani, invece, un tuffo fresco e inaspettato in un mondo conosciuto solo attraverso vinili e racconti di famiglia.
Così Monte San Giusto ha salutato la sua festa patronale: non con fuochi d’artificio, ma con la magia più semplice e resistente al tempo: quella della musica che unisce e che, a distanza di cinquant’anni, continua a far ballare generazioni diverse con lo stesso entusiasmo di sempre.
Articolo a cura di Ylenia Stefoni
Photo credit: Ylenia Stefoni






















Ylenia, classe ’94. Impiegata per necessità, fotografa per passione e amante della musica per costituzione genetica. Vivo con una macchina fotografica sempre pronta, un archivio infinito di scatti e una playlist per ogni stato d’animo.
