Maggio 14, 2026
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A trent’anni dal debutto discografico, Max Gazzè presenta L’ornamento delle cose secondarie, un album fuori dagli schemi che sarà pubblicato il 15 maggio. Durante un incontro alla Triennale di Milano, l’artista ha raccontato come questo progetto nasca dal recupero di idee, frammenti e bozze lasciate in sospeso nel corso degli anni, trasformati oggi in un lavoro dal forte carattere sperimentale e dalle atmosfere progressive.

Uno degli aspetti centrali del disco è la scelta di utilizzare l’accordatura a 432 Hz invece dello standard moderno a 440 Hz. Per Gazzè si tratta di una presa di posizione artistica e sonora, orientata verso timbri più caldi e naturali. Tutto è stato registrato con strumenti reali, evitando campionamenti digitali, all’interno di uno studio immerso nella campagna pugliese tra Lecce e Brindisi. La ricerca sonora ha coinvolto anche strumenti costruiti appositamente, come un vibrafono realizzato da un artigiano colombiano e accordato alla stessa frequenza utilizzata per l’intero progetto.

La lavorazione del disco ha privilegiato tecniche analogiche e registrazioni su nastro magnetico, con l’uso di microfoni valvolari storici e soluzioni acustiche insolite per preservare le sfumature più autentiche del suono. Gazzè ha sottolineato la volontà di mantenere vive anche le imperfezioni delle registrazioni, in contrasto con l’eccessiva pulizia delle produzioni digitali contemporanee.

Il titolo dell’album richiama l’attenzione verso ciò che normalmente rimane ai margini: dettagli, ombre e aspetti secondari che acquistano nuovo significato con il passare del tempo. I venti brani presenti nel disco nascono infatti da testi e intuizioni rimasti incompleti, alcuni dei quali recuperati dagli scritti del fratello dell’artista e rielaborati senza seguire rigidamente la struttura tradizionale della canzone.

Tra i temi affrontati emergono riflessioni etiche, critica sociale, trasformazione personale e spiritualità. Alcuni pezzi riprendono lavori del passato in una veste nuova e più matura, mentre altri affrontano questioni collettive come il rapporto tra uomo e società o la perdita delle illusioni.

Nel corso dell’incontro milanese, Gazzè ha ricordato con affetto anche Franco Battiato, figura fondamentale nel suo percorso artistico. Il cantautore siciliano, racconta Gazzè, gli offrì una grande opportunità negli anni Novanta invitandolo ad aprire un suo tour dopo aver ascoltato alcuni brani acustici.

L’uscita dell’album sarà seguita da una tournée teatrale autunnale costruita come una sorta di “residenza artistica”: tre serate consecutive in molte città italiane, con partenza da Spoleto il 10 ottobre e conclusione a Roma con una serie di appuntamenti all’Auditorium Parco della Musica a fine dicembre. Prima del tour, sono previsti incontri con il pubblico negli instore di Roma, Milano, Torino e Bologna.

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