Una notte di musica, una chitarra, la sua voce e migliaia di persone pronte a cantare con lui. Ma soprattutto una notte particolare, perché allo scoccare della mezzanotte Alessandro Mannarino avrebbe festeggiato il suo compleanno.
Il concerto al Porto Turistico di Pescara, inserito nel cartellone del Terrasound Festival, è stato un viaggio dentro il suo universo musicale, tra i brani del nuovo album Primo amore e quelli che negli anni sono diventati parte del suo repertorio. Una scaletta costruita come un unico flusso, senza vere pause, dove musica, ritmo e movimento si sono mescolati continuamente.
E Mannarino, sul palco, non è soltanto voce e musica. È anche immagine, corpo, presenza.

A metà concerto arriva anche un cambio d’abito che sembra perfettamente appartenere al suo modo di stare in scena: Mannarino torna sul palco a torso nudo, indossando sopra una sorta di grande elemento colorato, ricco di dettagli e tonalità diverse. Un look eccentrico, libero, quasi teatrale, che non sembra mai scelto soltanto per stupire, ma diventa parte del personaggio e del racconto.
È uno stile che gli appartiene: niente di costruito secondo i canoni classici del cantante in concerto. Anche l’abbigliamento segue quella stessa libertà che si ritrova nella sua musica, mescolando suggestioni, colori e un’immagine volutamente fuori dagli schemi.
Da fotografa, è uno di quei momenti che si riconoscono immediatamente: cambia la luce, cambia la presenza sul palco e cambia anche il modo in cui l’artista occupa lo spazio.
Poi, però, arriva il momento in cui tutto questo si spoglia di nuovo.
Mannarino prende la chitarra.
E arriva “Me so’ mbriacato”.
Solo voce e chitarra. Niente altro.
Una delle sue canzoni più conosciute viene lasciata quasi nuda, affidata alla sua voce e alle corde dello strumento. Ma dura poco, perché il pubblico comincia a cantare.
E quella canzone, a quel punto, non è più soltanto sua.
È di tutti.
Le migliaia di persone presenti al Porto Turistico seguono ogni parola e trasformano la platea in una voce sola. Mannarino canta, il pubblico risponde, e per qualche minuto il confine tra palco e platea praticamente scompare.
Ed è proprio lì che la serata acquista un significato ancora più particolare.
Perché il tempo corre verso la mezzanotte.
E tra il pubblico ci sono anche la famiglia e gli amici di Mannarino, arrivati per condividere con lui il suo compleanno.
E forse il regalo più bello per un artista è proprio quello che arriva dal pubblico: sentire migliaia di persone cantare una propria canzone, parola dopo parola.
Mannarino a Pescara ha ricevuto esattamente questo.
Una notte di musica, una chitarra, una canzone cantata tutti insieme,un regalo arrivato dal pubblico.
E probabilmente impossibile da comprare.
Articolo e foto a cura di Albrizio Iolanda






































Sono Iolanda Albrizio, una fotografa specializzata in concerti, eventi culturali e spettacoli teatrali.
La mia ricerca visiva nasce dal desiderio di raccontare l’energia viva della performance: la luce che accarezza il volto di un musicista, l’intensità di uno sguardo sul palco, l’attimo sospeso tra una nota e l’altra.
Attraverso l’obiettivo cerco di catturare non solo l’immagine, ma l’emozione del momento, l’atmosfera che si respira tra il pubblico e chi si esibisce.
Negli anni ho lavorato a contatto con artisti, compagnie teatrali e organizzatori di eventi, cercando sempre un punto di vista autentico e rispettoso della scena.
La mia fotografia è discreta ma presente, istintiva ma attenta ai dettagli.
Credo nel potere dello sguardo che sa osservare, ascoltare e restituire con sincerità ciò che accade.
