Dopo il successo di “Sirio”, Lazza ritorna con “Locura”, un album che promette di consolidare la sua posizione tra i pesi massimi della scena rap italiana. Con 18 tracce e collaborazioni stellari, l’artista offre un lavoro poliedrico, capace di mescolare emozioni personali e produzioni curate al millimetro. Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica, e alcune scelte liriche sembrano restare ancorate a cliché già esplorati.
Con “Locura”, Lazza dimostra un’evoluzione vocale evidente. Se in passato il suo cantato era dosato con attenzione, qui è onnipresente, in tracce come “Male da vendere” e “Canzone d’odio”. Un esempio lampante di questa maturità è “Verdi nei viola”, dove l’artista esplora nuove soluzioni stilistiche, con un approccio più sperimentale rispetto ai lavori precedenti. “Locura” non è solo rap serrato: pezzi come “100 messaggi” e “Dolcevita” mostrano un lato più emotivo e vulnerabile, creando un contrasto interessante con i banger radiofonici come “Fentanyl” con Sfera Ebbasta o “Ghetto Superstar” con Ghali .
Il disco vanta una lista di featuring di altissimo livello, da Laura Pausini a Marracash fino a Lil Baby, passando per icone della scena italiana come Guè e Sfera Ebbasta. Queste collaborazioni non sono solo strategiche per scalare le classifiche, ma aggiungono valore artistico al progetto. In “Zeri in più” con Laura Pausini, le due voci si intrecciano in modo inaspettato, creando un mix originale tra pop e rap. “Estraneo” con Guè è un altro esempio della capacità di Lazza di sperimentare, questa volta immergendosi nelle atmosfere elettroniche .
Se da un lato la produzione musicale è impeccabile, la critica più forte che si può fare a “Locura“ è forse la mancanza di una svolta lirica profonda. Sebbene Lazza abbia descritto questo album come il suo più personale e libero, alcuni testi rimangono su superfici già esplorate. In tracce come “Abitudine” e “Mezze verità”, il rapper affronta temi come la fama e il successo, ma lo fa con frasi che suonano familiari: “fai del bene dimentica, fai del male ricordalo” non è un’immagine nuova nel panorama rap contemporaneo. Anche il lato oscuro della celebrità, un tema centrale del disco, non viene esplorato con la profondità che ci si potrebbe aspettare .
Dove “Locura” brillerà davvero sarà sul palco. Lazza ha già dimostrato il suo potenziale live con l’evento inaugurale “Locura Opera N.1” fuori dallo stadio di San Siro, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Milano. Il tour partirà a gennaio 2025 e toccherà città come Torino, Padova, Assago e Firenze. Gli spettacoli, arricchiti da produzioni scenografiche imponenti, promettono di offrire un’esperienza immersiva indimenticabile. “Locura” è un album che dimostra la crescita di Lazza come artista, capace di muoversi tra diverse sonorità e collaborazioni di alto livello. Tuttavia, dal punto di vista lirico, il disco lascia la sensazione di non aver osato fino in fondo. È un lavoro solido e piacevole, ma manca di quella scintilla in grado di scuotere realmente l’ascoltatore. Con il tour alle porte, sarà interessante vedere come queste tracce si trasformeranno sul palco, perché è lì che Lazza potrà davvero consacrarsi.




Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
