Cesena, Rocca Malatestiana, una fresca serata di fine agosto. Ha appena piovuto, c’è odore di erba bagnata e una leggera umidità, siamo tutti qua in occasione del live di Joan Thiele, cantautrice italo – colombiana. Nell’attesa c’è una musica di sottofondo, le persone chiacchierano, quando le luci si spengono e si sentono le note di “Pazzerella”: è così che inizia il live, introdotto in religioso silenzio dal brano che la nonna di Joan ha voluto regalare a sua nipote (e che chiude il suo ultimo album “Joanita”), scelta che riflette l’importanza che hanno per la cantante le sue radici, che da sempre influenzano potentemente la sua musica.
Terminato il brano, fa il suo ingresso la band, e sui rintocchi di “La forma liquida” vediamo entrare Joan Thiele: entra con passo sicuro, con un’incredibile teatralità ma allo stesso tempo con eleganza e delicatezza, è tutto studiato nei minimi dettagli e nulla è fuori posto.
Basta il primo accenno di voce per catturare l’attenzione del pubblico: “dimmi la verità, che differenza fa, essere libera senza la mia libertà?”. Joan sceglie di iniziare il suo live mettendo al centro proprio il concetto di libertà, tematica estremamente ricorrente nei suoi testi: un’introduzione che contribuisce a far immergere subito il pubblico nell’immaginario di Joan, nei suoi brani in cui la libertà, l’istinto, il coraggio e la fiducia in sé stessi sono valori messi al primo posto, e che la cantautrice tiene particolarmente a trasmettere anche nell’interpretazione live.
Il concerto prosegue ripercorrendo ogni canzone contenuta nell’ultimo album “Joanita” e qualche suo successo precedente, come “Puta”, “Cinema”, “Le Vacanze” o la bellissima “Rainbow”. Dal vivo la voce di Joan sorprende per la sua intensità e per le sue sfumature: è calda, profonda, ti avvolge quasi come un abbraccio, capace di passare dai sussurri nei momenti più intimi e introspettivi – come nell’inizio del brano “Le Vacanze” – a vere e proprie esplosioni nei momenti più catartici, come nel ritornello di “Cruz”, mantenendo sempre però controllo ed emotività.
Non si tratta, tuttavia, di un “monologo” della cantautrice, bensì di un dialogo continuo tra la sua voce e gli strumenti: in questo live, infatti, gioca un ruolo fondamentale l’aspetto strumentale. Grandissimo spazio è dato ai musicisti, non c’è quasi per niente la presenza di basi, è tutto suonato live con maestria: i brani infatti sono stati riarrangiati da Joan Thiele insieme alla sua band per una perfetta resa dal vivo. Le sonorità dei suoi brani mescolano rock, R&B, sonorità cinematografiche e vibrazioni mediterranee, e la resa live risuona così come un viaggio introspettivo. C’è profonda fiducia tra la cantautrice e i suoi musicisti, e il risultato è che gli strumenti non appaiono come un semplice accompagnamento alla voce della cantante, bensì la completano rendendo il concerto un profondo momento collettivo e di scambio tra Joan e i suoi musicisti.
Joan, con la sua chitarra elettrica, al termine di “Bacio sulla fronte” esplode in un momento strumentale mettendo l’energia al primo posto, e la vediamo divertirsi suonando sul palco insieme ai suoi musicisti donandoci attimi indimenticabili.
Ma la protagonista del live è l’emotività: Joan non si risparmia, è un’artista con una capacità di trasmissione incredibile, ogni singolo brano viene vissuto dalla cantautrice e restituito al pubblico con una personalissima autenticità. Si percepisce il modo in cui Joan sente genuinamente dentro di sé ogni singola parola scritta nei suoi testi e vuole trasmettere al pubblico le stesse emozioni che sta provando, e ci riesce benissimo. Il live risulta così una fusione di momenti intimi, nel quali Joan è come se volesse farci entrare delicatamente nel suo mondo interiore – cosa che facciamo in punta di piedi e con estrema empatia – e momenti energici, in cui la cantautrice si concede completamente al pubblico, come a voler sentire e ritrovare, anche sul palco, la sua parte istintiva, filo conduttore del suo album “Joanita”. C’è un filo invisibile che unisce Joan Thiele al suo pubblico, fatto di affetto, ammirazione e fiducia reciproca, e lo si percepisce dallo scambio di energia che avviene durante tutto il concerto e dalla riconoscenza che la cantautrice ci mostra in numerosi momenti. La sensazione è quella di un live che non vuole stupire con effetti, ma con emozioni autentiche.
Il concerto termina, tra gli applausi fragorosi del pubblico, e tornando verso casa ho una sensazione di benessere, mi porto dietro la sua estrema delicatezza ma anche la sua energia che mi ha travolta. Durante questo concerto Joan Thiele ha confermato di essere un’artista capace di trasformare un live in un’esperienza immersiva, sospesa tra intimità e potenza evocativa. Sono fermamente convinta che non si sia è trattato solo di un semplice concerto, ma di un incontro, di uno scambio reciproco, di un momento condiviso tra noi e lei che rimane addosso.
Articolo a cura di Claudia Mei
Photo Credit: Claudia Mei
