Gennaio 25, 2026
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In vista dell’edizione 2025 del Rock Contest, uno degli eventi più longevi e prestigiosi per la musica emergente italiana, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con 14498, uno degli artisti che rappresentano il futuro del rap e della musica indipendente nel nostro Paese. Nato nel 1984 per iniziativa di Controradio, il Rock Contest ha visto passare sui suoi palchi band e artisti che oggi sono diventati punti di riferimento della scena musicale italiana, come Samuel e Boosta dei Subsonica, Irene Grandi, Enrico “Enriquez” Greppi della Bandabardò, e tanti altri.

Dopo oltre 40 anni di storia, il Rock Contest continua ad essere una vetrina fondamentale per i talenti emergenti, con la possibilità di esibirsi davanti a una giuria di esperti del settore, tra cui giornalisti, produttori e artisti affermati. Ogni anno, centinaia di band e progetti musicali inviano i propri demo per partecipare a un festival che offre visibilità, opportunità di carriera e la chance di conquistare il grande pubblico. Con la sua partecipazione, 14498 si inserisce in una tradizione di artisti che, come lui, sono pronti a lasciare un’impronta nel panorama musicale nazionale.

Abbiamo chiesto a 14498 di raccontarci del suo percorso, di come si sente a prendere parte a un evento che ha lanciato artisti come The Hacienda, Emma Nolde e Lamante, e di quali sono le sue aspettative per un’edizione che si preannuncia come un’importante occasione di crescita e visibilità.

“14498” non è solo un nome: sembra un codice. Se fosse una password, cosa sbloccherebbe?
Vero, potrebbe essere un codice, come il Pin di una carta di credito! Potrei usarla come password di sblocco per l’ascolto in anteprima di futuri progetti, perché no!

Se il tuo progetto fosse una pellicola underground, qual è la scena che descriverebbe meglio la tua musica?
Non ho in mente una scena esatta, ma, escludendo il lieto fine a cui credo generalmente poco, propongo “Jimmy Grimble”. Alla fine siamo un po’ tutti in cerca di una possibilità con cui provare a realizzarci, e questo è un tema che appartiene molto a me e alla musica che faccio.

Hai mai scritto una canzone solo per sconfiggere qualcosa che non riuscivi a dire a voce?
La prima strofa che scrissi e registrai, sopra ad un timido e malinconico giro di piano, era dedicata ad una persona che aveva deciso di sparire dalla mia vita senza dirmi nulla. Semplicemente così. 16 barre e un caricamento su Youtube furono l’unica soluzione che mi parve logica all’epoca per dire qualcosa che non mi veniva data la possibilità di esprimere. Erano 7 anni fa.

Ti trovi su un palco, ma il pubblico è fatto solo da versioni diverse di te. Quale versione ti applaudirebbe di più? Quale ti fischierebbe?
Aiuto.. un pubblico di soli me.. quanta angoscia! Il più simpatico sarebbe il me “tamarretto” che applaudirebbe per simpatia e sostegno, fischi forse non ne avrei, ma avrei certamente un me ipercritico con una lunga lista di consigli non richiesti da presentarmi sotto palco appena dopo l’esibizione! 

Cosa NON sopporti che si dica del tuo genere musicale?
La mancanza di ricercatezza. Il genere saprebbe (e sa) essere super ricercato e vario, che sia nelle produzioni musicali, nei campionamenti, nelle metriche o nei contenuti. Poi che tecnicismo e cultura annoino l’ascoltatore medio.. quello è un altro discorso.

Un vinile impolverato o un file .mp3 appena esportato: cosa racconta meglio chi sei oggi?
Mi sento molto rappresentato da qualsiasi formato che non permetta l’ascolto casuale delle tracce. Prima ancora di fare musica, ho ascoltato musica e selezionato musica, e la consequenzialità delle tracce è cosa per me troppo importante per essere ignorata, anche perché dà un significato narrativo più ampio al progetto.

Al Rock Contest porterai dei pezzi: cosa speri di lasciare al pubblico presente?

Essere tra i selezionati di questa edizione di RockContest è stata una grande sorpresa, e sono molto contento dell’opportunità che ci verrà data. Per quanto riguarda il pubblico invece, non so cosa aspettarmi, credo di raccontare nei brani le storie di tante persone… e spero che questa sensazione si riveli giusta!

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