Febbraio 15, 2026
2025_03_19 - Delta V Milano Fondazione Prada_183_ph_Marco Olivotto

Il settimo album dei Delta V, In fatti ostili, è una bella notizia per chi ama la canzone italiana. Innanzitutto per la qualità delle composizioni, ma anche perché non era affatto scontato che avremmo avuto un nuovo lavoro del gruppo dopo il ritorno del 2019 con Heimat, disco che segnava il rientro della band di Carlo Bertotti e Flavio Ferri dopo tredici anni di silenzio discografico.

Heimat aveva introdotto una nuova voce femminile, Marti, e un approccio in cui il testo diventava protagonista, pur senza trascurare la melodia e la sperimentazione musicale. Marti è rimasta al suo posto anche in In fatti ostili, cantando accanto a Carlo e Flavio, e nell’ultimo brano, la semi-strumentale I raggi B, lascia spazio a un suggestivo solo di chitarra firmato dall’ex Genesis Steve Hackett.

Il nuovo album colpisce subito per la sua componente musicale: un pop elettronico intenso, piacevole e mai banale, che da sempre caratterizza i Delta V e li rende immediatamente riconoscibili. Ma è ascoltandolo con attenzione, moltiplicando gli ascolti e soffermandosi sulle parole dei singoli brani, che emerge la vera ricchezza del disco, rivelando il quadro completo che la band vuole raccontare.

Molti punti di In fatti ostili sono legati alla città di Milano: lo suggeriscono anche i titoli di due canzoni, Regole a Milano e San Babila Ore 20(25). Ma non serve essere milanesi per percepire il sentimento che i Delta V vogliono comunicare. Come in Heimat, anche qui le canzoni funzionano come una fotografia nitida della nostra società, dove fiducia e speranza sembrano sempre più difficili da coltivare. Il titolo dell’album è eloquente: viviamo in un’epoca in cui prevalgono chiusura, aggressività e individualismo, ossia ostilità.

Per chi si sente confuso, spaesato o lontano dagli altri, In fatti ostili ricorda che non siamo soli a provare disagio e frustrazione. La musica dei Delta V riesce a dare voce a quel senso di smarrimento che spesso fatichiamo a riconoscere e comprendere.

In conclusione, In fatti ostili è un album da ascoltare con calma e attenzione, un lavoro solido che merita senza dubbio un sincero applauso.

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