Agosto 20, 2026
LUCA CARBONI @VNPHOTO 62 30

Era l’estate del 1987 e i muri di tante città italiane si coprivano di un manifesto con l’effigie di un ragazzo venticinquenne, che faceva sognare le teenagers da un capo all’altro della penisola. Sguardo obliquo e cappello di paglia in testa: alla bellezza del giovane musicista rispondeva il fascino suadente di quelle canzoni che facevano breccia nel cuore, nella mente, e soprattutto nei diari dei liceali del tempo.

I professori non ci chiedevano mai se eravamo felici” era un verso che sapeva anche di ribellione contro la scuola/istituzione e contro tutti quegli altri luoghi del mondo che sapevano troppo di ‘convenzionale’ e mostravano di essere troppo asettici, mentre altre canzoni di quel musicista, dalla voce intensa e calda, accendevano fantasie di amori sensuali, alimentavano sussulti emotivi e trasferivano dentro un’atmosfera soft e soffusa la celebrazione di passioni giovanili totalizzanti.

Poi venne l’estate del 1992 e mentre l’Italia arrivava a un punto di non ritorno della sua prima stagione democratica, tra terremoti politici, scandali finanziari, stragi mafiose e collasso del sistema dei valori nazionali, ancora una volta una voce avvolgente faceva da fedelissima compagna alla stagione balneare degli italiani, con una canzone che – tra ragazze sghignazzanti, motociclette, cicalecci e caffè notturni – parlava delle immancabili illusioni estive, nel segno dell’amore e del mare. Era come un balsamo che veniva ad addolcire tanti urti e tanti pesanti scossoni, in un’estate italiana davvero particolarmente complessa.

Vennero ancora altre stagioni, altre canzoni, altri successi. Quel ragazzo, ormai uomo maturo faceva parte stabile della grande famiglia degli italiani.

La vita poi non sempre è generosa in ciò che dispensa, né tantomeno prevedibile: arrivano periodi oscuri e prove difficili da sostenere. Uscirne ha dello straordinario ed è come una rinascita, come uno sbocciare di nuovo alla vita: un ritorno di primavera.

E così Primavera è la canzone che dà il la al ritorno ai grandi palcoscenici di quell’ex ragazzo, divenuto un caro compagno di viaggio degli italiani, lungo una storia che ormai conta oltre quarant’anni di percorso comune.

Si può, perciò, riprendere il filo dall’inizio e ricominciare da quel jingle sedimentato in un pezzo di memoria collettiva che tutti riconoscono: Rio Ari o, Ari oo.

Il live che riporta all’abbraccio del suo pubblico Luca Carboni è un avvenimento emozionante sotto tanti profili; si intrecciano i fili della memoria e quelli della presenza; quelli che fanno esclamare “sono sempre Luca lo stesso”, anche se è evidente che non si è mai gli stessi di una volta, tanto più dopo l’aver sfidato un’esperienza piuttosto provante come una pesante malattia.

Le emozioni viaggiano sul filo di una storia che rivive nelle passioni del pubblico: e il pubblico siciliano accoglie e incoraggia, sostiene e abbraccia il ritorno di Luca Carboni con un istinto di sincera gratitudine per ciò che l’artista ha saputo regalare in tanti anni con la sua arte.

Sullo sfondo del Teatro Antico, si vede il profilo del vulcano inciso dallo scorrere di un fiume di lava arroventata di colore rosso vivo. É anche un’occasione per ricordare certi trascorsi siciliani di Luca Carboni, alle falde dell’Etna, dove un po’ di stagioni fa ad accoglierlo, nel ‘ritiro’ creativo di Milo, lo attendevano Lucio Dalla e Franco Battiato, in momenti di incontro artistico che lasciavano una forte impronta di simpatia e di amicizia.

È bene ricordare questi legami, per ritornare a sottolineare – ove ve ne fosse bisogno – quanto la musica di Luca Carboni faccia parte di un patrimonio cantautoriale italiano che è un pezzo di storia nazionale, di cui il live è una splendida testimonianza.

Luca non parlava mai è il libro a cui l’artista ha consegnato molte delle sue confessioni intime, per raccontare questo ricco itinerario artistico e personale.

Noi confidiamo che la strada in avanti possa ancora riservare tante belle sorprese e intanto segnaliamo tutta la bellezza di una serata assolutamente piacevole, in compagnia di un artista che con la sua cifra intimista e poetica sa sempre regalare uno spettacolo emozionante e carico di forti passioni. Rio Ari o, Ari oo…

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