Maggio 11, 2026
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In vista di una serie di prossimi appuntamenti che alzeranno il tono della scena live catanese, l’autunno musicale nella città etnea si accende con lo spettacolo di Niccolò Fabi, la sera del 7 novembre sul palco del Teatro Metropolitan.

Che esista un feeling tra l’artista e il pubblico di Catania è un fatto testimoniato dalla ciclità dei passaggi dell’artista in città, in occasione dei suoi tour: la tappa etnea è in qualche modo un appuntamento atteso da uno zoccolo duro di pubblico affezionato alla produzione di Fabi. Ma questa volta, è un appuntamento reso oltretutto significativo dalla opportunità di presentare al pubblico i frutti di un’ultima creazione artistica, dal titolo assai evocativo di ispirazioni poetiche profonde: Libertà negli occhi.

Il cantautore romano non indugia nel raccontare l’atmosfera intime a raccolta da cui sono nate le tracce di quest’ultima produzione, generate nel corso di un periodo quasi di ‘ritiro’ artistico in Val di Sole – tra le montagne del Trentino – lo scorso inverno, tra paesaggi innevati all’esterno e il calore delle sessions laboratoriali ispirate da una vena di libertà creativa, resa vitale da un potente bisogno di ‘svelamento’.

Le chiavi di lettura per entrare nello spirito dello spettacolo musicale proposto da Fabi e dalla sua pregiata band di musicisti e cantautori, ‘capitanata’ da Roberto Angelini, non sono difficili da guadagnare, nella misura in cui il live immette in maniera chiara lo spettatore all’interno di atmosfere musicali che disegnano uno spazio di ripiegamento intimo, assolutamente coinvolgente e intenso.

Ma, d’altra parte, è l’artista a dichiarare apertamente il senso di una ricerca musicale che non vuole essere descrittiva rispetto alla cronaca del mondo lì fuori, né tanto meno banalmente didascalica; piuttosto, la sua musica viene fuori come il risultato di uno scavo molto personale e di uno sguardo introspettivo, illuminato da insight che aprono visioni su orizzonti interiori; una postura artistica che implica una non facile disponibilità a portare a galla note di nostalgia, di malinconia, di fragilità umana, rivelando un bisogno di andare a fondo, senza timori, nella comprensione di se stessi.

In tutto questo, la musica fa da compagna fedele e da veicolo di trasmissione di emozioni profonde, non mancando a volte di rendere l’impressione del bisogno di interpretare un grido, pur all’interno di un registro artistico che indugia sul sussurro e sulla morbidezza della voce. La musica di Fabi si lascia naturalmente accompagnare sul palco da luci soffuse, a testimonianza di un’intenzione artistica di voler rimanere in ‘penombra’.

Perciò, il cantautore, reso icona dal suo prolifico cespuglio di capelli, in questo tour porta piuttosto note addolcenti di balsamo a favore del suo pubblico. Non manca la sensazione di un effetto terapeutico prodotto dal lasciarsi immergere dalla delicatezza di un live, che resta comunque a segnare un’esperienza di partecipazione intensa.

La libertà negli occhi raccontata da Niccolo Fabi si guadagna, perciò, un angolo tutto proprio – di speciale bellezza – nel suo andare in controtendenza rispetto al mainstream contemporaneo: niente di gridato, niente di commerciale, niente di ricerca del facile applauso, ma solo la delicata rivelazione di un ‘canto libero’, espressione di una ricerca musicale guidata da uno sguardo teso a sollevare la visione dell’arte al di là del consueto e del già noto.

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