Nel vasto panorama della fotografia italiana, uno dei nomi che emerge con prepotenza è quello di Guido Harari. Nato a Il Cairo nel 1952, Harari ha trascorso gran parte della sua vita a Torino, città che ha fatto da sfondo alla sua evoluzione artistica. Conosciuto principalmente per i suoi ritratti di celebrità del mondo della musica, del cinema e della letteratura, Harari è un maestro nell’arte di catturare l’essenza delle persone attraverso il suo obiettivo.
Harari ha iniziato la sua carriera negli anni ’70, periodo in cui la musica rock stava vivendo una delle sue epoche d’oro. Non sorprende quindi che molti dei suoi primi lavori siano stati dedicati a musicisti e band emergenti di quel periodo. Le sue fotografie non sono semplici immagini, ma veri e propri racconti visivi che riescono a trasmettere l’energia e la personalità dei soggetti ritratti.
Una delle caratteristiche distintive di Harari è la sua capacità di instaurare un rapporto di fiducia e complicità con le persone che fotografa. Questa connessione si riflette in ritratti profondi e sinceri, capaci di rivelare lati inediti e spesso intimi dei protagonisti. Tra i suoi soggetti più celebri figurano artisti del calibro di Fabrizio De André, Lou Reed, Bob Dylan, Kate Bush, e molti altri.
Nel corso della sua carriera, Harari ha collaborato con numerose riviste prestigiose come Rolling Stone, Vanity Fair, e Vogue, oltre ad aver pubblicato diversi libri fotografici che sono diventati dei veri e propri must per gli appassionati di fotografia. Tra le sue opere più significative si possono citare “Fotografie 1974-2004“, una raccolta che celebra trent’anni di carriera, e “Wall of Sound“, un tributo alla musica e ai suoi protagonisti.
Harari non è solo un fotografo, ma anche un curatore e un editore. Nel 2011 ha fondato la Wall Of Sound Gallery ad Alba, uno spazio dedicato alla fotografia musicale che ospita mostre di artisti internazionali e che è diventato un punto di riferimento per gli appassionati del genere.
Oltre alla sua attività artistica, Harari è noto per il suo impegno sociale. Attraverso le sue fotografie ha spesso raccontato storie di ingiustizia e sofferenza, dando voce a chi non ce l’ha. Questo impegno umanitario lo ha portato a collaborare con diverse organizzazioni non governative e a partecipare a numerosi progetti di beneficenza.
In conclusione, Guido Harari è molto più di un semplice fotografo: è un narratore visivo capace di catturare l’anima delle persone e degli eventi che immortala. Le sue opere non solo documentano, ma interpretano e celebrano la vita, rendendo ogni scatto un’opera d’arte unica e irripetibile. Con il suo talento e la sua sensibilità, Harari continua a influenzare e ispirare generazioni di fotografi, confermandosi come una delle figure più importanti nel panorama artistico contemporaneo.

Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
