Ieri sera il nuovo tour “Futuri Possibili” di Franco126, ha fatto tappa al Teatro Concordia di Venaria Reale. L’artista, tra i più influenti e riconoscibili del cantautorato italiano contemporaneo, ha regalato un live che ha confermato ancora una volta la forza di una musica fatta di parole, atmosfere e connessione emotiva con il pubblico.
Il teatro, sold out e raccolto, si è rivelato lo spazio ideale per accogliere un concerto che non punta sull’effetto spettacolare, ma sulla connessione emotiva. Franco126 entra in scena con naturalezza, senza sovrastrutture, e da subito è chiaro che il centro del live saranno le canzoni e le storie che portano con sé.
La scaletta ha attraversato i brani più amati del suo repertorio insieme a quelli più recenti, seguendo un percorso emotivo che alterna malinconia e leggerezza, ricordi e presente. Canzoni come Brioschi, Stanza Singola o Vabbè convivono con i pezzi del suo ultimo album “Futuri Possibili” creando un racconto coerente che ripercorre le diverse fasi del suo percorso artistico.
I testi restano protagonisti assoluti: immagini quotidiane, amori irrisolti, amicizie che resistono al tempo, città vissute di notte. Dal vivo, queste canzoni sembrano acquisire un peso diverso, più diretto e condiviso, capace di parlare a ognuno in modo intimo.
Il pubblico segue con attenzione, canta, ascolta, partecipa. È un concerto fatto di equilibrio, dove anche i silenzi hanno spazio e valore. Tra un brano e l’altro, Franco126 si concede a poche parole, essenziali, mantenendo quel tono discreto che lo contraddistingue e che rende il live ancora più autentico.
La data di Venaria Reale si inserisce così in un tour che sembra pensato come un racconto continuo, in cui la dimensione dal vivo diventa il luogo ideale per far emergere senza filtri l’identità dell’artista e che non cerca il colpo di scena, ma accompagna il pubblico dentro un’atmosfera precisa, lasciando la sensazione di aver assistito a qualcosa di intimo, condiviso e profondamente riconoscibile.
Articolo a cura di Natalia Amaduri
Photo Credit: Nicola Londei




















