Luglio 12, 2026
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All’Hiroshima Mon Amour non è andato in scena soltanto un concerto, ma una serata costruita come un percorso sonoro e generazionale. Da una parte Francamente, con il live del tour di presentazione di BITTE LEBEN; dall’altra Giøve in apertura, a delineare fin da subito un immaginario coerente fatto di scrittura personale, elettronica e cantautorato contemporaneo.

Il risultato è un evento che supera la dimensione del semplice live set per diventare un racconto condiviso, dove linguaggi diversi dell’indie italiano si incontrano e si amplificano a vicenda

Ad aprire il concerto è stata Giøve, cantautrice torinese classe 2000, nota per il suo cantautorato indie-alternative e per aver vinto il Premio Bianca D’Aponte. Il suo set introduce con precisione l’atmosfera della serata: un equilibrio tra delicatezza e tensione emotiva, tra scrittura intimista e aperture sonore più dinamiche.

Il suo immaginario si muove tra le armonie di Lana Del Rey e le melodie dei The Neighbourhood, ma trova una declinazione personale che si sta definendo sempre più chiaramente nel tempo. Recentemente ha pubblicato il singolo “Stella Cometa” (aprile 2026), brano che anticipa un nuovo EP in arrivo e che segna un passaggio ulteriore nella costruzione del suo percorso artistico.

Il legame con Torino è centrale: dalla vittoria del Premio Bianca D’Aponte nel 2021 ai live nei club cittadini come il Jazz Club e il Magazzino sul Po, passando per esperienze come Altamarea e Hangar, fino all’apertura al Sonic Park Stupinigi nel 2022 per Irama. Nel 2022 è stata inoltre tra i finalisti del Premio Buscaglione, esibendosi allo sPAZIO211 insieme ai Post Nebbia, confermando la solidità di un progetto in crescita costante.

Sul palco dell’Hiroshima Mon Amour, Giøve mostra una presenza raccolta ma intensa, costruendo un’apertura coerente con l’identità emotiva della serata e lasciando intravedere le direzioni future del suo EP.

Quando Francamente sale sul palco, l’atmosfera cambia immediatamente densità. Il live del tour di BITTE LEBEN, primo album pubblicato per Carosello Records, si presenta come un’esperienza immersiva in cui elettronica, scrittura e performance fisica si intrecciano senza soluzione di continuità.

Il titolo del disco — “per favore vivi” — diventa la chiave di lettura dell’intero concerto. Non uno slogan, ma una tensione costante che attraversa ogni brano: vivere, esporsi, attraversare fragilità e desideri senza filtri.

Sul palco, questa urgenza si traduce in un set dinamico, in cui momenti più introspettivi si alternano a esplosioni ritmiche e aperture dance. Le produzioni assumono una dimensione più fisica rispetto alla versione in studio: più sporche, più dirette, quasi corporee, mentre la voce mantiene una fragilità controllata che diventa cifra stilistica del progetto.

Lo storico club torinese si conferma luogo ideale per questo tipo di proposta. L’Hiroshima Mon Amour non è solo una venue, ma uno spazio che amplifica la prossimità tra artista e pubblico, rendendo ogni gesto parte di un’esperienza collettiva.

Nel live di Francamente questa dimensione è centrale: non c’è distanza, ma continua interazione emotiva. Il pubblico segue le variazioni del set passando da momenti di ascolto quasi sospeso a esplosioni corali e fisiche, in un flusso che si costruisce progressivamente.

Con BITTE LEBEN, Francamente non presenta soltanto un debutto discografico, ma una precisa dichiarazione di identità. Il live all’Hiroshima Mon Amour conferma questa direzione: un progetto che tiene insieme elettronica europea, songwriting italiano e sensibilità alternativa senza perdere coerenza.

La serata, anche grazie all’apertura di Giøve, restituisce l’immagine di una scena in movimento, dove linguaggi diversi convivono e si contaminano. Un presente musicale che si definisce sempre più attraverso il live, la dimensione più diretta e necessaria.

Photo Credit Elisabetta Canavero

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