Maggio 11, 2026
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Il Flowers Festival ha spento dieci candeline e ha scelto di farlo con una serata densa di musica e significati. Mercoledì 25 giugno, nel Parco della Certosa di Collegno, si è alzato il sipario sulla nuova edizione del festival, e ad aprire le danze è stato proprio Fabrizio Gargarone, direttore artistico, che ha voluto ricordare il percorso fatto: «Sono dieci anni che il Flowers è un punto d’incontro tra artisti, pubblico e territorio. È bello festeggiare con chi ha creduto in questo progetto fin dall’inizio».

A scaldare il palco ci ha pensato Pugni, che ha presentato il nuovo brano “Pietro come fai” che segue il fortunato disco d’esordio “TUFFO” uscito a ottobre 2024 per Costello’s Records grazie al quale ha avuto la possibilità di suonare in alcuni dei club e festival più importanti d’Italia e di ottenere preziosi riconoscimenti dalla stampa e dai digital stores e, tra le altre cose,di partecipare al format Tandem al Volvo Studio Milano al fianco di Irene Grandi.

A seguire Anna Castiglia, con un set potente fatto di energia, voce e una presenza che ha dato il tono giusto alla serata e che ha saputo conquistare il pubblico torinese con un live intenso, ironico e sorprendentemente maturo.

Non è una sorpresa per chi la segue: Castiglia è una delle voci più fresche e originali del nuovo cantautorato italiano. Dopo la vittoria al Premio Musicultura 2024 e l’uscita del suo album d’esordio “Mi piace“, la giovane artista ha inanellato una serie di concerti che l’hanno vista protagonista in tutta la penisola, portando in scena uno stile musicale ibrido tra pop, jazz, canzone d’autore e teatro musicale.

Sul palco del Flowers, Anna si è presentata con il suo consueto stile eccentrico e raffinato: abito di tulle, occhiali oversize e una band compatta al suo fianco – basso, tastiere, tromba e batteria – perfettamente allineata al suo linguaggio musicale imprevedibile. Il pubblico, variegato per età ma unito da un palpabile entusiasmo, ha accolto l’artista con curiosità e partecipazione.

Il live si è aperto con “Effimero”, manifesto sonoro della sua poetica: testi che sfuggono alla retorica, una voce che sa essere fragile e graffiante, e un’ironia sempre presente ma mai leggera. Da lì, un susseguirsi di brani tratti da Mi piace, tra cui “Ju mi siddriu”, “Bovarismo” e “La canzone del latte”, veri e propri quadretti esistenziali in musica, capaci di passare dal riso alla riflessione nel giro di una strofa.

Ma più della scaletta, a colpire è stata la capacità di Castiglia di stare sul palco con un’energia autentica, empatica, mai costruita. Tra una canzone e l’altra, l’artista si è rivolta al pubblico con ironia tagliente e disarmante sincerità, creando un contatto che ha reso il live un’esperienza intima e collettiva allo stesso tempo.

In un festival che ha scelto di puntare su una programmazione attenta all’autorialità e alla sperimentazione, la performance di Anna Castiglia ha rappresentato un’apertura perfetta: fresca, potente e capace di rompere gli schemi del pop tradizionale senza mai perdere la propria identità.

Il Flowers Festival, con il suo decennale, conferma ancora una volta la vocazione a dare spazio non solo ai grandi nomi, ma anche alle promesse più interessanti del panorama nazionale. E Anna Castiglia – tra versi, synth e ironia – si sta affermando non più solo come promessa, ma come una delle certezze più luminose della nuova scena italiana.

Poi è toccato a Willie Peyote, che ha riportato a casa la sua “Educazione Sabauda”, a dieci anni dall’uscita del disco che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Il suo live è stato un mix perfetto di ironia, riflessione e ritmo, con un’alternanza di momenti al piano più intimi e ballate funk-rap che hanno fatto muovere tutti. Sul palco con lui una band affiatata e una sezione fiati che ha dato un boost a tutta la performance.

A metà della performance, torna sul palco con lui Anna Castiglia ed insieme intonano “Un tempo piccolo“.

Ospiti d’eccezione sul palco con Peyote, Samuel dei Subsonica che il 27 giugno tornerà col suo ultimo album da solista “Maree“. Ed ancora sul palco con lui Max Casacci per cantare Preso Blu“, Fulminacci con il quale ha cantato “Aglio e olio” ed infine Maurizio Carrucci degli Ex- Otago.

Insomma, il Flowers Festival 2025 è partito col piede giusto: buona musica, un pubblico caloroso e quella sensazione di essere parte di qualcosa che va oltre il semplice concerto. La rassegna è appena cominciata, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Photo Credit: Maurizio Lesto De Angelis

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