Fano (Pesaro-Urbino) – 26 giugno 2025. Nel suggestivo Giardino Radicioni, durante la rassegna “Passaggi Festival”, si è tenuta la presentazione del graphic novel “Angelo D’Arrigo. L’uomo che volava nel vento”, scritto da Nicholas Ciuferri, illustrato da Francesco Carlini e pubblicato per la casa editrice Beccogiallo.
A conversare con l’autore, introdotto come un performer, un uomo dai mille talenti e un instancabile multitasker, la critica di fumetti Virginia Tonfoni, che ha guidato il pubblico alla scoperta della straordinaria vita di D’Arrigo, pioniere del volo libero noto per le sue imprese estreme in deltaplano, spesso in compagnia di aquile e altri rapaci.
Il libro, cuore dell’incontro, si distingue per la sua impostazione narrativa: non si tratta infatti di un’agiografia, ma di un racconto intimo e autentico della vita di un uomo, con tutte le sue paure, fragilità ed emozioni. Una biografia che rifiuta l’idealizzazione, che non trasforma D’Arrigo in un supereroe, ma lo restituisce nella sua piena umanità, rendendo ancora più straordinaria la sua storia proprio perché profondamente reale.
D’Arrigo, vissuto in parte in Francia, ha iniziato la sua carriera con una telecamera fissata al deltaplano, sorvolando paesaggi mozzafiato per riprendere il mondo dall’alto. Le sue immagini, tra cui l’iconica ripresa dell’Etna in eruzione, lo hanno reso una figura di riferimento, portandolo a essere invitato in scuole e centri culturali come testimone di un modo diverso di abitare il pianeta. Nel 1991 compie un’impresa storica: attraversa il Mediterraneo in deltaplano, partendo da Catania e atterrando a Il Cairo. È solo l’inizio di un viaggio che lo porterà a sorvolare i cieli del mondo, sempre sospinto dalla volontà di superare i propri limiti. D’Arrigo lascia progressivamente il mondo agonistico per dedicarsi a sfide più personali: il superamento di record mondiali e, soprattutto, un impegno profondo nella conservazione ambientale. Tra i progetti più noti che hanno portato alla ribalta D’Arrigo, spiccano le iniziative dedicate alla reintroduzione in natura di specie a rischio di estinzione. Il suo lavoro sul campo si è distinto anche per la guida diretta dei rapaci lungo rotte migratorie dimenticate, un’attività che ha permesso di riportare in vita antichi percorsi essenziali per la sopravvivenza di queste specie.
Noi di Sconcerto.it abbiamo posto all’autore, Nicholas Ciuferri, qualche domanda per scoprire più da vicino una vita fuori dal comune, caratterizzata da emozioni autentiche, sfide estreme e da un legame indissolubile con il cielo.
Com’è nata l’idea di raccontare la vita di Angelo D’Arrigo in forma di graphic novel?
In questo caso è stata una proposta del mio editore, Federico Zaghis, fondatore di Beccogiallo. Mi ha chiamato mentre mi stavo preparando per una partita di beach volley e mi ha raccontato il personaggio (che non conoscevo) incuriosendomi al punto giusto. Mi sono informato subito e con la stessa immediatezza ho accettato. Da quel momento si è aperto un mondo nuovo che mi ha fatto scoprire cose incredibili.
Quali aspetti della sua storia vi hanno colpito di più e vi hanno spinto a trasformarla in un racconto illustrato?
Il biopic su D’Arrigo nasce e si sviluppa come un graphic novel. Angelo non ha avuto una vita lunga ma ha fatto moltissime cose. La sua idea di unire record mondiali alla reintroduzione di animali formalmente estinti, o che a causa dell’uomo non erano più presenti in alcune aree del mondo, credo sia entusiasmante. Ci sono purtroppo alcune cose che sono rimaste fuori dalla stesura finale, tutta la parte sulla sua vita in Francia ad esempio, che sono molto interessanti.
Com’è stato il lavoro a quattro mani tra scrittura e disegno? Avete lavorato in parallelo o vi siete alternati nei vari passaggi?
Dopo la scrittura del soggetto e della sceneggiatura (con una regia piuttosto larga) ho passato la palla a Francesco Carlini che è stato bravissimo. Solo da quel momento ci siamo sentiti costantemente.
Quanto è stato complesso documentarsi sulla sua vita, e avete avuto accesso a materiali o testimonianze inedite?
Ci sono alcuni testi biografici e molto materiale video; inoltre ho avuto modo di confrontarmi con la moglie, Laura Mancuso, che mi è stata di grande aiuto.
Cosa vi augurate che resti al lettore dopo aver chiuso questo libro?
La sensazione di aver viaggiato.
Il libro viene presentato con la partecipazione della critica Virginia Tonfoni: quanto è importante per voi il dialogo con i lettori e con chi osserva il fumetto da un punto di vista critico?
Il confronto è sempre necessario, regala una prospettiva differente. Non è detto sia migliore o peggiore, semplicemente aiuta a vedere diversamente le cose ed è una grande ricchezza.
Quanto vi ha cambiato, come autori e come persone, immergervi nella storia di una figura come Angelo D’Arrigo?
È una bella domanda: non saprei. Come tutte le esperienze intense e significative lascia uno strascico, ma abbiamo raccontato una vita; molte delle cose arrivate a noi lo sono state di riflesso.
Se doveste lasciare il pubblico con un’immagine da portare via da questa serata, quale sarebbe?
L’immagine di quell’istante in cui si è raggiunto un grande obiettivo, ci siamo passati tutti. Non importa che sia il sorvolo dell’Everest, il superamento di un concorso o la stampa di un libro; c’è un momento in cui il lavoro, la fatica, lo stress, tutto viene ripagato. È il momento in cui per un istante ci si dice “ok, ce l’ho fatta”. Vorrei che tutti uscissero con la propria immagine di un momento del genere…e magari anche di quella in cui ci si dice: “e adesso al prossimo obiettivo”.
Intervista a cura di Ylenia Stefoni
Photo Credit: Ylenia Stefoni















Ylenia, classe ’94. Impiegata per necessità, fotografa per passione e amante della musica per costituzione genetica. Vivo con una macchina fotografica sempre pronta, un archivio infinito di scatti e una playlist per ogni stato d’animo.
