Ieri, 18 giugno 2025, Elisa ha conquistato il palco di San Siro con un evento unico nel suo genere: il suo primo concerto in uno stadio, completamente sold out da mesi, ha offerto quasi tre ore di musica intensa e ospiti a sorpresa, confezionando uno spettacolo emozionale e tecnicamente impeccabile.
Con la sua band – tra cui Andrea Rigonat alla chitarra e le coriste Silvia, Nicole e Betty – Elisa ha ripercorso la carriera dagli esordi internazionali fino alle hit italiane. Accompagnate da visuals curati da Ombra Design, le oltre 20 canzoni hanno spaziato dai brani acustici alle cover intense, tutte illuminate da cambi scenografici e look frequentissimi. Ospiti come Cesare Cremonini, Giorgia, Jovanotti, hanno portato ulteriore sorpresa su un palco già ricco di atmosfera.
Quello di ieri non è stato solo un concerto: Elisa ha trasformato San Siro in un laboratorio di sostenibilità dal vivo. Il palco è stato alimentato da biofuel HVO di seconda generazione, riducendo le emissioni di CO₂ del 70% – una prima assoluta per uno stadio in Italia. La mobilità pubblica è stata potenziata, la raccolta differenziata integrata in stadio – con il coinvolgimento di AMSA – e il pubblico è stato invitato a donare capi usati in collaborazione con VestiSolidale.
L’impronta ambientale è stata misurata in tempo reale dall’Università di Genova, con analisi supportate da Tetis e JustOnEarth tramite algoritmi AI. Queste azioni concrete seguono il “Protocollo per i live sostenibili” lanciato nel 2022 e consolidano l’allineamento di Elisa con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
Al centro del progetto ecosostenibile c’è Lotus, l’associazione fondata da Elisa. Grazie ai fondi pubblici e al crowdfunding su For Funding di Intesa Sanpaolo, l’associazione dà vita a Plantasia – Parco Sonoro, un’area di 40.000 mq in via Quarenghi trasformata da cava contaminata in bosco urbano rigenerato tramite fito-bonifica
Plantasia, ispirato all’album Mother Earth’s Plantasia di Mort Garson, integra una componente musicale nella rigenerazione ambientale: diffusione di brani classici presso le piante bonificate – una sinergia tra natura e suono, sostenuta anche dalla Fondazione Cariplo, Music Innovation Hub e Comune di Milano.
La produzione del concerto ha puntato su minimalismo acustico – una formazione compatta con chitarra, basso, batteria, tastiere e coristi – per garantire chiarezza sonora in uno spazio come San Siro. I visuals, modulati tra luci poetiche e proiezioni immersive, hanno enfatizzato il racconto tematico del concerto, evocando un dialogo tra musica, natura e consapevolezza . Elisa non si è limitata a sedurre il pubblico con la sua musica: ha dimostrato che un grande evento può – e deve – diventare sostenibile. Tra biofuel, raccolta differenziata, mobilità pubblica potenziata e un progetto di rigenerazione urbana, questo concerto è un modello replicabile per tutta l’industria live italiana.
Una tappa importante, forse tardiva, ma senza fretta e con la consapevolezza di chi ha costruito passo dopo passo una carriera solida e autentica. Il suo primo concerto nel tempio della musica milanese arriva nel momento giusto, quando ogni scelta, ogni nota, ogni ospite sembrano perfettamente calibrati.
La scaletta è un viaggio attraverso i momenti più significativi del suo repertorio, un mix di hit ormai classiche e brani più recenti, accompagnati da ospiti di lusso che pochi avrebbero osato immaginare insieme nella stessa serata. Il concerto si apre con l’intro di Okgiorgio e un leggero accenno a “Gift”, prima di lanciarsi con tutta l’energia in “Labyrinth”, “Rainbow” e “Broken”: un trittico di apertura che ti cattura immediatamente.
La prima vera canzone è “Una poesia anche per te”, che celebra i vent’anni dalla sua uscita e fa da perfetto ponte tra passato e presente, seguito da “Heaven Out Of Hell” e “Dillo solo al buio”, che alternano la maturità artistica e la freschezza del momento. Non manca la potenza evocativa di “The Waves”, “Stay” e “Eppure sentire (un senso di te)”, che continuano a mantenere alto il livello emotivo.
Il legame con la natura emerge con forza: la scenografia è dominata da una struttura in legno decorata con fiori giganti, mentre i visual raccontano storie di elementi naturali, creando un’atmosfera intima e coinvolgente, perfetta cornice per la voce di Elisa.
Dopo il suggestivo intervento del canto maori di Nauria, il viaggio riprende con “A Prayer”, prosegue con l’intensità di “Halleluja” di Leonard Cohen e accelera con “Promettimi” e “Anche fragile”. Giuliano Sangiorgi è il primo ospite della serata e regala un duetto intenso sulle note di “Ti vorrei sollevare” e “Basta così”.
La serata prosegue con la cover di “Almeno tu nell’universo” e un medley travolgente che unisce “A tempo perso”, “It Is What It Is”, “Cure Me” e “Neon”. L’energia resta alta con il nuovo singolo “Sesso debole” e l’emozione di “Dancing”. Tra gli applausi più fragorosi, “Se piovesse il tuo nome” illumina il palco, accompagnata dalle note di Dardust.
Il secondo medley regala un momento speciale con “Seta” da sola e “Palla al centro” in compagnia di Jovanotti, che rimane per “Le tasche piene di sassi” insieme a Cesare Cremonini, una collaborazione che accende il palco e il pubblico. La stessa formazione resta per “Poetica”, prima che Cremonini e Elisa duettino in “Nonostante tutto”.
Il finale è un crescendo di emozioni con la celebre “Luce (tramonti a nord est)”, vincitrice di Sanremo 2001, seguita da “No Hero” e “L’anima vola”. Giorgia, unica ospite femminile, sale sul palco per “Di sole e d’azzurro” e “La cura per me”, prima di lasciare spazio a Luciano Ligabue che duetta con Elisa su “Gli ostacoli del cuore” e “A modo tuo”.
Il concerto si chiude sulle note intense di “O forse sei tu” e “Qualcosa che non c’è”, lasciando dietro di sé un’atmosfera di magia e gratitudine. San Siro si svuota, ma resta la forza della musica senza tempo di Elisa e la conferma che l’attesa, a volte, è il miglior modo per arrivare al cuore del pubblico.
Quando un’artista arriva al momento giusto, lo si sente in ogni nota. E quella di Elisa è una luce che illumina Milano e ben oltre.

Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
