Alla Santeria Toscana di Milano, il trio costruisce un live che non si limita a suonare, ma trasforma il pubblico in parte attiva del ritmo.
C’è un momento preciso, nei live dei Savana Funk, in cui capisci che non sei più spettatore. Succede quando il basso smette di essere solo suono e diventa corpo, quando il ritmo ti prende prima ancora che tu decida di muoverti. Alla Santeria Toscana, sabato 28 marzo, quel momento è arrivato presto, e non se n’è più andato.
La sala si riempie di un’energia progressiva, costruita passo dopo passo. I primi brani sono strumentali, e funzionano come una sorta di introduzione ipnotica: groove ripetuti, stratificazioni, un dialogo continuo tra chitarra, basso e batteria. Più che i singoli strumenti, suonati egregiamente, è l’interplay a tenere insieme il live: un equilibrio mobile in cui basso e batteria costruiscono una base elastica, mentre la chitarra si inserisce per spostare gli equilibri.
In questo lento lasciarsi entrare nel flusso, il funk non diventa un linguaggio: una struttura aperta che permette alla band di muoversi tra influenze diverse senza perdere coerenza. Si percepisce una conoscenza profonda del genere, ma filtrato in modo personale.
Poi succede qualcosa: con Ah, folie, il concerto cambia pelle. L’ingresso vocale del batterista è una sorpresa che sposta completamente l’attenzione: la sua voce è calda, avvolgente, profonda; dopo una prima parte affidata agli strumenti, quella voce arriva come un contatto diretto, e resta.
La Santeria Toscana si conferma ancora una volta uno spazio perfetto per questo tipo di live: raccolta, senza distanza reale tra palco e pubblico, capace di amplificare ogni dettaglio. Milano risponde con una platea eterogenea ma presente, pronta a lasciarsi coinvolgere: si balla, si segue, si partecipa; intorno, sorrisi, sguardi che si incrociano tra sconosciuti, persone che iniziano a muoversi insieme senza conoscersi. È uno di quei rari momenti in cui il pubblico smette di essere pubblico e comincia ad essere parte del live.
Dietro l’equilibrio del live c’è un intreccio preciso di identità.
Aldo Betto, alla chitarra, costruisce gran parte dell’ossatura sonora della band. Il suo stile è fisico, ritmico, spesso più vicino alla funzione percussiva che a quella melodica. Le radici affondano nel blues e nel rock, ma quello che emerge dal vivo è soprattutto una capacità di stare nel groove senza sovraccaricarlo, dando il giusto peso ad ogni nota.
Blake C.S. Franchetto è un vero centro gravitazionale. Il basso non accompagna: guida. Le sue linee sono profonde, continue, ipnotiche, e danno corpo al set. La sua formazione attraversa mondi diversi, dalla musica classica al funk, e si traduce in una precisione che resta sempre organica, mai rigida.
Youssef Ait Bouazza, alla batteria, è forse l’elemento più sorprendente. Il suo modo di suonare mescola una forte componente ritmica con una sensibilità nella gestione degli spazi. Colpisce proprio questo: non tutto è pieno, non tutto è suonato; i vuoti diventano parte del ritmo. E quando prende il microfono, il suo ruolo si espande: la voce aggiunge un livello emotivo che trasforma il concerto.
Se c’è un rischio, in un live così fortemente basato sul groove, è quello della ripetizione. Ma i Savana Funk lo evitano lavorando sulle variazioni, espandendo e contraendo i brani come organismi vivi. Il live si tramuta quasi in una jam continua.
A rendere il concerto partecipato anche dal palco, i loro sorrisi e i loro sguardi di complicità.
Alla fine, resta una sensazione fisica. Il basso ancora addosso, il ritmo nelle gambe, la percezione di aver attraversato qualcosa più che averlo semplicemente ascoltato.
E uscendo, si va via con una certezza: per un’ora e mezza puoi dire di aver vissuto dentro ad un concerto.
In un momento in cui molta musica si consuma velocemente, questo live va nella
direzione opposta: chiede presenza, corpo, tempo. E forse è proprio per questo che funziona così bene.
un live necessario.
Articolo es Illustrazione a cura Domitilla Pastore
Photo Credit Elisa Viaggi






































