Maggio 19, 2026
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I due artisti siciliani tornano con un nuovo album dal titolo "Lux Eterna Beach"

Lux Eterna Beach” è il secondo album frutto della collaborazione tra due talenti eccezionali della scena musicale italiana: Colapesce e Dimartino.

Da quando è uscito il film che li ha visti protagonisti, “La primavera della mia vita” (un film che ho adorato e che ha ricevuto diversi premi, tra cui il prestigioso Nastro D’Argento per la “migliore colonna sonora originale” e il tanto ambito Globo d’Oro), e dopo il grande successo del singolo “Splash”(una canzone che ha conquistato il cuore della critica, vincendo sia il Premio della Critica Mia Martini che il Premio Lucio Dalla all’ultimo Festival di Sanremo), Colapesce e Dimartino tornano alla ribalta con un nuovo album collaborativo: “Lux Eterna Beach”.

Questo nuovo disco sembra essere un po’ diverso da “I mortal”,, forse meno complesso ma più coeso e organico. È un lavoro pieno di immaginazione e atmosfere cinematografiche, ricco di riferimenti contemporanei e rimandi al passato. Un viaggio che attraversa presente e futuro, con melodie stratificate e testi che riflettono la raffinatezza della canzone d’autore. L’album è stato prodotto da Federico Nardelli e Giordano Colombo, con gli arrangiamenti orchestrali del Maestro Davide Rossi, e offre una musica decisamente ispirata e molto pop. In un’epoca in cui tutto sembra essere urlato e imposto con forza, questi due artisti siciliani scelgono di sussurrare e raccontare la malinconia con garbo, ironia e leggerezza. Soprattutto leggerezza.

Sulla copertina dell’album c’è una foto che ritrae Lorenzo e Antonio al GAL Hassin, il Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche di Isnello, vicino a Palermo. È un’immagine che evoca atmosfere new age e sembra giocare con concetti come il tempo e l’inquietudine. “Lux Eterna Beach” è un universo in cui prendono vita vari personaggi, dalle stelle del cinema per adulti al giovane elettore di destra, dall’estetista al capomastro; un manifesto politico dai toni sarcastici, con sonorità che spaziano dal progressive degli anni ’70 al post rock. Un album composto da un intricato intreccio di citazioni e dal respiro paesaggistico della Sicilia, che si fa sentire tra le tonnare e lo Scirocco.

Il disco contiene undici tracce che sembrano fondersi in un’unica lunga canzone di quarantaquattro minuti. Si apre con un brano manifesto, un vero inno alla libertà artistica, intitolato “La luce che sfiora di taglio la spiaggia mise tutti d’accordo ”. È un’esperienza sonora che mescola melodia, psichedelia e surrealismo, un vero e proprio cortometraggio sul significato delle cose e sulla ricerca di nuovi orizzonti da scoprire in riva al mare. Segue “Fuga pop”, un brano che unisce sesso e architettura in modo brillante, evocando il Battiato degli anni ’80. “Ragazzo di destra” è un interessante ritratto sociale raccontato con poesia e senza pregiudizi. Il testo contiene immagini stereotipate che rendono la narrazione ancora più incisiva. “Splash” è un altro brano esplosivo, che ha già raggiunto 23 milioni di ascolti su Spotify. È una canzone che ci trasporta “travolti dall’immensità del blu” fin dal primo ascolto.

Forse Domani” è una traccia dal profilo psichedelico, che vede la partecipazione della talentuosa Joan Thiele. La canzone è un viaggio sonoro attraverso sonorità frastagliate e testi suggestivi. Segue “30.000 euro”, una ballata arrangiata in versione acustica che parla del desiderio di fuga e della dicotomia tra ciò che conta davvero e il denaro. Considera è un brano esistenzialista fresco e ballabile, perfetto per riflettere con stile sul senso della vita. E poi, nel bel mezzo dell’album, arriva una sorpresa: Ivan Graziani con il brano “I Marinai”. Un’inedita collaborazione che regala al pubblico un’esperienza sonora surreale e profonda, un vero gioiello nell’album. “Cose da pazzi” è un racconto di rabbia cantato con calma e sonorità tranquille. “Neanche con Dio” è una traccia struggente e malinconica, che parla della difficoltà di trovare pace interiore. La title track chiude il disco in modo strumentale, quasi a contemplare il tramonto di qualcosa che sta per finire.

Lux Eterna Beach è un album luminoso e complesso nella sua semplicità, un racconto intriso di esistenzialismo e libertà. La sua musica non è certo “leggerissima”, ma è uno di quegli album che ti trascinano in un mondo parallelo ad ogni ascolto, come se fossi immerso in un quadro di De Chirico, con le ombre allungate e scenari lenti e vuoti.

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