Alghero – C’è un momento, durante un concerto di Blanco, in cui la distinzione tra palco e pubblico semplicemente smette di esistere. È successo ancora una volta ieri sera all’Anfiteatro Ivan Graziani, tappa sarda del Tour Estate 2026, dove migliaia di persone hanno trasformato il live in un enorme coro a cielo aperto. Il resto è stato sudore, romanticismo e quella fragilità elettrica che Riccardo Fabbriconi continua a portarsi addosso come fosse il suo miglior vestito.
Blanco non entra in scena: esplode. Lo fa con la stessa urgenza che caratterizza la sua scrittura, passando senza soluzione di continuità dalla furia adolescenziale alla malinconia adulta. La scaletta alterna i brani del nuovo album MÀ alle hit che hanno segnato la sua ascesa, costruendo un dialogo continuo tra il presente e il passato dell’artista. Le nuove canzoni mostrano un Blanco più riflessivo, capace di rallentare senza perdere intensità, mentre pezzi come Blu celeste, Brividi e Notti in bianco vengono accolti come veri e propri inni generazionali, cantati all’unisono da un pubblico che sembra conoscere ogni inflessione della sua voce.
La forza di Blanco resta la stessa: non cerca la perfezione, cerca la verità. E quando una nota si incrina o il fiato si spezza, non è un difetto ma parte integrante del racconto. È una performance fisica prima ancora che musicale, fatta di corse, salti, abbracci ai fan e silenzi improvvisi che valgono quanto le canzoni.
La band sostiene il tutto con un sound potente ma mai invasivo. Le chitarre spingono, la sezione ritmica tiene alta la tensione e gli arrangiamenti concedono ai nuovi brani lo spazio necessario per respirare senza perdere l’impatto live. Non c’è la ricerca dell’effetto speciale a ogni costo: lo spettacolo vive soprattutto dell’energia condivisa.
Il pubblico di Alghero risponde con un’intensità rara. Ogni ritornello diventa una dichiarazione collettiva, ogni pausa un’occasione per urlare il nome dell’artista. È il tipo di partecipazione che racconta meglio di qualsiasi numero quanto Blanco sia riuscito a costruire un legame emotivo con la sua generazione.
Più che un concerto, quello di ieri è sembrato un gigantesco esercizio di catarsi pop. Blanco continua a muoversi sul confine tra rockstar e ragazzo qualunque, tra istinto e consapevolezza, senza perdere quella spontaneità che lo ha reso uno degli interpreti più riconoscibili della scena italiana.
Ad Alghero ha confermato una certezza: nel panorama del pop italiano contemporaneo sono in molti a riempire gli spazi, ma pochi riescono ancora a riempire il silenzio tra una canzone e l’altra. E Blanco, almeno per una notte, ci è riuscito.
Photo Credit Ivan Sanna

















