Il 2 ottobre Ariete torna con Tutti Tornano A Casa, il nuovo album che arriva a tre anni di distanza da La notte e apre un capitolo nuovo nella storia di una delle artiste più riconoscibili della sua generazione.
Ci sono album che nascono da una partenza e altri che nascono dalla necessità di tornare. Tutti Tornano A Casa sembra appartenere a questa seconda categoria. Ma la casa di Ariete non è un indirizzo, non è un luogo preciso sulla mappa. È qualcosa di più difficile da definire: una persona, un ricordo, un’amicizia, una famiglia, un amore, oppure semplicemente quel posto interiore in cui, dopo aver cercato per molto tempo, riesci finalmente a riconoscerti.
Il titolo ha la semplicità delle frasi che sembrano casuali e invece custodiscono una storia intera. Tutti tornano a casa. Prima o poi. Dopo una notte, dopo una relazione, dopo un errore, dopo essere cresciuti abbastanza da capire che tornare non significa necessariamente fare un passo indietro. A volte significa arrivare, per la prima volta, nel posto giusto.
È da qui che sembra ripartire Ariete.
Tre anni sono tanti nella vita di un artista, soprattutto quando quell’artista ha costruito il proprio percorso mettendo in musica emozioni immediate, fragili, generazionali. Nel frattempo Ariete è cresciuta, ha attraversato nuove esperienze, ha conosciuto persone, ha cambiato prospettive. E tutto questo sembra confluire in un album che non rinnega la sensibilità degli esordi, ma la osserva da un punto di vista diverso.
La vulnerabilità rimane, ma cambia il modo di raccontarla.
Ariete non ha mai avuto bisogno di nascondersi dietro personaggi complicati. La sua forza è sempre stata quella di trasformare la quotidianità in qualcosa di universale: una storia d’amore, una distanza, una serata qualsiasi possono diventare il riflesso di qualcosa che appartiene a tutti. È una scrittura fatta di dettagli, di immagini semplici, di sentimenti che non hanno bisogno di essere spiegati troppo.
Con Tutti Tornano A Casa, quella scrittura sembra fare un passo ulteriore. Non si tratta più soltanto di raccontare ciò che fa male, ma anche di capire cosa rimane dopo il dolore. Non soltanto chi abbiamo perso, ma chi abbiamo scelto di portare con noi.
Il primo frammento di questo nuovo percorso è Che Bella Vita, il brano che vede Ariete insieme ad Angelina Mango. Due artiste appartenenti alla stessa generazione si incontrano in una canzone che parla proprio di quegli incontri capaci di cambiare la direzione delle nostre giornate, delle nostre vite, a volte senza che ce ne rendiamo conto. Un incontro che diventa racconto, e il racconto diventa canzone.
È una collaborazione che sembra fotografare bene il momento attraversato da Ariete: quello in cui le esperienze personali smettono di essere soltanto qualcosa da custodire e diventano qualcosa da condividere.
Perché Tutti Tornano A Casa sembra parlare soprattutto di questo: della possibilità di trovare appartenenza anche quando tutto intorno cambia.
La casa può essere quella da cui siamo partiti, ma può anche essere quella che costruiamo strada facendo. Può avere il volto di qualcuno oppure essere soltanto la sensazione di sentirsi finalmente nel posto giusto. E può persino cambiare nel tempo. Quello che ieri chiamavamo casa domani potrebbe non esserlo più, mentre un luogo, una persona o una canzone possono improvvisamente diventarlo.
È una delle contraddizioni più belle della crescita: allontanarsi per capire cosa ci manca e tornare scoprendo di essere diventati qualcun altro.
Ariete sembra trovarsi esattamente lì.
Il nuovo album arriva quindi non come una semplice continuazione del percorso precedente, ma come una fotografia di ciò che succede quando una generazione cresciuta raccontando la propria inquietudine comincia a guardare quella stessa inquietudine con occhi diversi. Meno bisogno di spiegarsi, forse. Più voglia di vivere le cose per quello che sono.
Anche il ritorno dal vivo seguirà questa direzione. In autunno Ariete porterà Tutti Tornano A Casa nei club italiani, scegliendo una dimensione più vicina, fisica e raccolta. Roma, Milano, Torino, Padova, Firenze, Napoli e Bitritto saranno le tappe di un viaggio che, ancora una volta, parte dalla musica per arrivare alle persone.
E forse non poteva esserci modo migliore per accompagnare un disco che parla di casa.
Perché un concerto, come una canzone, è uno dei pochi luoghi in cui non serve avere un indirizzo. Basta esserci. Basta riconoscere una voce, una frase, una melodia e capire che qualcun altro ha provato esattamente quello che stai provando tu.
Il 2 ottobre Ariete aprirà dunque una nuova porta.
Dietro ci saranno canzoni nate da ciò che è stato e da ciò che ancora deve succedere. Ci saranno amori, assenze, incontri, cambiamenti e quella malinconia che da sempre accompagna la sua musica, ma anche qualcosa di nuovo: la consapevolezza che crescere non significa smettere di avere paura.
Significa imparare a tornare.
E forse, alla fine, è proprio questo che Ariete vuole raccontarci con Tutti Tornano A Casa: che possiamo andare lontanissimo, cambiare idea, perdere persone, innamorarci di nuovo, diventare diversi da come eravamo.
Ma c’è sempre un momento in cui ci fermiamo.
E capiamo dove vogliamo essere.
A casa.
