Ottobre 28, 2026
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Il concerto benefico diretto da Samuel Romano ha riunito artisti italiani e internazionali alle Tese dell’Arsenale. I fondi sosterranno la ricerca oncologica di Humanitas e gli studi del VIMM di Padova.

La musica si è trasformata in un sostegno concreto alla ricerca scientifica a Venezia, dove sabato 24 ottobre è andata in scena la nuova edizione di Venezia Sounds. Il concerto benefico ospitato alle Tese dell’Arsenale ha raccolto 200mila euro, destinati a finanziare due progetti di ricerca biomedica. Un risultato che conferma la crescita dell’iniziativa, nata per ricordare Tomaso Cavanna, manager culturale veneziano scomparso nel 2019 a 45 anni. 

La manifestazione, promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue e dall’associazione Medicine Rocks, ha riunito sullo stesso palco nomi differenti per generazione e linguaggio musicale. La direzione artistica di Samuel Romano, frontman dei Subsonica, ha portato a Venezia Emma Nolde, Motta, The Zen Circus, Elisa, Morcheeba e Róisín Murphy, alternando cantautorato, rock, pop e sonorità internazionali. 

Duecentomila euro per la ricerca

Il risultato economico della serata sarà suddiviso tra due realtà scientifiche. Una quota andrà al gruppo del professor Antonio Sica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, impegnato negli studi sull’immunoterapia oncologica; l’altra sosterrà le attività del VIMM – Veneto Institute of Molecular Medicine di Padova, dove la professoressa Cecilia Laterza coordina ricerche sulle malattie neurodegenerative. Durante l’evento, i ricercatori sono intervenuti sul palco per presentare al pubblico il lavoro che sarà sostenuto dai fondi raccolti. 

L’obiettivo solidale è il filo conduttore di Venezia Sounds fin dalla sua nascita. L’edizione 2026 ha rafforzato anche la dimensione internazionale del progetto, mettendo in dialogo protagonisti della scena italiana con artisti affermati all’estero.

Dal rock italiano al trip hop britannico

Il programma ha attraversato diversi territori musicali. Emma Nolde ha aperto la serata, seguita da Motta e The Zen Circus, rappresentanti di percorsi differenti ma legati alla scena alternativa italiana. Elisa ha portato all’Arsenale il proprio repertorio pop, mentre i Morcheeba hanno riportato al centro le sonorità trip hop che li hanno resi riconoscibili a livello internazionale.

A chiudere il programma è stata Róisín Murphy, artista irlandese nota per il suo percorso tra elettronica e pop d’avanguardia. La successione degli artisti ha dato alla manifestazione un respiro trasversale, capace di avvicinare pubblici con gusti e abitudini d’ascolto diversi. La festa continua sull’acqua

Tra gli elementi distintivi dell’edizione 2026 anche il collegamento musicale in vaporetto. Grazie alla collaborazione con Alilaguna, il pubblico ha potuto raggiungere l’Arsenale dai Giardini Reali, nell’area di San Marco, a bordo di un mezzo con dj set. Alla selezione musicale hanno partecipato Samuel con il progetto L3UM4S!, Stefano Fontana, alias Stylophonic, e Syrioh.

La navigazione è diventata così parte dell’esperienza del festival, estendendo la musica oltre lo spazio dei concerti e coinvolgendo uno dei luoghi simbolo della città. Dopo le esibizioni, la programmazione è proseguita con i dj set, in una serata che ha raggiunto complessivamente otto ore di musica.

Venezia Sounds conferma così la propria identità: non soltanto un appuntamento live, ma un progetto che mette in relazione spettacolo, partecipazione e ricerca scientifica. Il risultato di quest’anno offre una nuova base per proseguire il lavoro a sostegno dei ricercatori, mantenendo viva la memoria di Tomaso Cavanna attraverso un’iniziativa condivisa dal mondo della musica.

Photo Credit Francesco Fedrigo

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