Luglio 14, 2026
IMG_4804

La carriera di Umberto Tozzi dura da oltre cinquant’anni, un percorso che ha visto i suoi brani viaggiare in tutto il mondo. Canzoni come Ti amo e, soprattutto, Gloria sono diventate colonne sonore della vita di milioni di persone, e sono state anche presenti in celebri pellicole, come The Wolf of Wall Street. Partito dalla Torino operaia degli anni Settanta, Tozzi ha venduto più di 80 milioni di dischi, consolidando la sua fama internazionale.

Questa sera, all’Inalpi Arena di Torino, Tozzi si prepara a dare il suo addio ai palchi italiani nel penultimo appuntamento dell’“Ultima notte rosa – The Final Tour”, prima della tappa conclusiva a Padova e di un ultimo saluto all’estero. Per rendere questi ultimi live indimenticabili, sarà accompagnato dai grandi amici e colleghi Raf e Marco Masini, offrendo ai fan un’esperienza unica e personale.

«Ogni palco di questo tour è stato per me fonte di grande gioia, momenti unici vissuti in scenari straordinari della nostra splendida Italia e del mondo – racconta Tozzi – ora concentro tutta la mia energia in queste ultime date dal vivo, insieme al pubblico che non ha mai smesso di sostenermi. Se il sipario si abbassa, l’amore per la musica non si spegnerà mai».

Il concerto è un vero e proprio viaggio nella carriera dell’artista, con ciascun brano a raccontare un momento particolare della sua vita. Come spiega Tozzi, alcune canzoni non appartengono più solo a lui, ma anche a chi le ha fatte diventare parte della propria storia. Non sorprende, quindi, che Gloria sia destinata a diventare un musical, trasformando un classico della musica italiana in una nuova narrazione.

Torino, città natale di Tozzi, ha un ruolo speciale nella sua carriera: molte delle sue canzoni sono nate qui, tra cui proprio Gloria, scritta durante la sua giovinezza in via Frejus con la famiglia. L’Inalpi Arena si conferma quindi la cornice ideale per celebrare un artista che, con oltre mezzo secolo di carriera, lascia un segno indelebile nella musica italiana e internazionale.

Photo Credit Marco Ritoli

Lascia un commento

error: Questo contenuto è protetto!