Maggio 16, 2026
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C’è stato un momento, alla Chiesa di San Domenico ad Alba, in cui il tempo ha smesso di correre e si è messo ad ascoltare. Non il silenzio, ma un basso. Quel basso. Quello di Gianni Maroccolo. E attorno a lui, la musica non era più solo suono: era un’esperienza, un racconto, una vibrazione condivisa.

Il Sonatore di Basso non è un concerto, né una conferenza, e nemmeno una lezione. È qualcosa che sfugge alle etichette. È un viaggio intimo e potentissimo che parte da una corda pizzicata e arriva dritto nel cuore. Un omaggio vivente a un artista che ha scritto (e riscritto) la storia del rock italiano senza mai cercare il riflettore, ma finendo sempre per illuminarlo.

Al centro della scena – per la prima volta completamente da solo con il suo basso – Gianni “Marok” Maroccolo, monumento discreto e anima profonda della musica alternativa italiana. Dalla sua Firenze al mondo, passando per Litfiba, CCCP, CSI, PGR e mille altri progetti: la sua traiettoria è un mosaico di collaborazioni, visioni e rivoluzioni sonore. Cinquant’anni in musica. Ma più che un traguardo, una costellazione.

Accanto a lui, sul palco della splendida cornice albese, Andrea Chimenti, storico compagno di avventure sonore, che ha impreziosito la serata con la sua voce, portando in scena un dialogo artistico che va oltre le canzoni: è fratellanza, memoria, carne e poesia. Il Sonatore di Basso è un volume che raccoglie 104 linee di basso trascritte a mano, un gesto filologico e d’amore. Un libro per chi suona, per chi ascolta, per chi crede che il basso possa raccontare storie. E in effetti, lo fa eccome.

Il Sonatore di Basso è stato tutto questo: una celebrazione viva, profonda, sincera, capace di abbattere il muro tra palco e platea. Un evento che ha dato valore alla lentezza, all’ascolto, alla cura. Che ha messo al centro uno strumento spesso schiacciato tra batteria e chitarra, e lo ha fatto parlare. Anzi, raccontare.

Per chi c’era, è stato come entrare in punta di piedi in un laboratorio dell’anima. Per chi suona, un manuale emotivo di identità musicale. Per chi ama la musica, una lezione su quanto possa essere potente la delicatezza.

E per tutti, un promemoria bellissimo: a volte, il suono più importante non è quello che grida. È quello che vibra sottopelle. Come un basso. Come Marok.

Scaletta Gianni Maroccolo 2025

Narko’$ (CCCP)
Oro nero (Litfiba)
Unità di produzione (CSI)
Come un Dio (Litfiba)
Ferito (Litfiba)
Lieve (Marlene Kuntz)
Transea (Litfiba)
L’approdo (Litfiba)
La battaglia (Litfiba)
Elettrica danza (Litfiba)
Re del silenzio (Litfiba)
Memorie di una testa tagliata (CSI)
Linea gotica (CSI)
Apapaia (Litfiba)
Petali di rose sull’acqua (Andrea Chimenti)
E noi amiamo la vita (Andrea Chimenti)
Annarella (con Andrea Chimenti, CCCP)
Versante est (con Andrea Chimenti, Litfiba)
Montesole (con Andrea Chimenti, PGR)
Sorgente d’Asia (con Andrea Chimenti, PGR)
Inquieto (con Andrea Chimenti, CSI)
La maschera del corvo nero (con Andrea Chimenti)
Louisiana (Litfiba)

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