Maggio 19, 2026
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Ieri sera, l’Hiroshima Mon Amour di Torino ha ospitato una serata di pura magia, grazie ai Selton e al loro “Inverno live assurdo“. Il locale era stracolmo di gente, tutti pronti a lasciarsi coinvolgere dalla carica musicale della band italo-brasiliana, che ha fatto ballare e cantare il pubblico con la sua musica unica.

I Selton, che dal 2006 mescolano con disinvoltura sonorità brasiliane e influenze più moderne, hanno subito conquistato la sala con il loro stile eccezionale. Tra bossa nova, pop e rock, hanno proposto una scaletta che ha spaziato tra i pezzi più recenti del loro album “Gringo  Vol.1” e i successi che li hanno resi noti, come “Cuoricinici” e “Fatal/Mezzo Mezzo“. Ogni brano, suonato con una carica unica, ha fatto vibrare il pubblico, che non ha mai smesso di cantare e battere le mani.

L’atmosfera? Pazzesca. Nonostante il locale fosse pieno, c’era un’intimità incredibile, merito anche della sinergia perfetta tra i membri della band. La loro energia sul palco era contagiosa, e in un attimo tutto il pubblico si è ritrovato a ballare e a divertirsi, come se fosse un’unica grande festa. Tra luci soffuse e momenti di pura adrenalina, l’Hiroshima Mon Amour è diventato il cuore pulsante di una serata che non dimenticheremo facilmente.

La cosa che colpisce dei Selton è la loro capacità di passare da un brano super ritmato a uno più tranquillo, creando un’alternanza che tiene sempre alta l’attenzione. Le vibrazioni brasiliane e il groove del loro sound hanno fatto impazzire la folla, che ha reagito con entusiasmo a ogni nota. È proprio questa miscela di freschezza, spontaneità e passione che rende il loro live un’esperienza unica.

Quella di ieri è stata una serata che resterà nel cuore di chi c’era. I Selton sono riusciti a creare un’atmosfera incredibile, dove la musica e l’energia si sono fuse perfettamente. Se non avete ancora avuto la fortuna di vederli dal vivo, non fatevelo scappare: i loro concerti sono un concentrato di energia pura che vi farà dimenticare tutto il resto!

Photo Gallery: Maurizio Lesto De Angelis

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