Maggio 19, 2026
VINICIO CAPOSSELA 053

Vinicio Capossela, da sempre in grado di mischiare tradizione e innovazione con il suo stile inconfondibile, ha dato vita a Sciustenfeste, un album che si potrebbe definire natalizio… ma solo a modo suo. Uscito due mesi esatti prima di Natale, questo disco è il culmine di un’idea che l’artista aveva già accarezzato da tempo, soprattutto durante la pandemia, quando aveva accennato alla possibilità di un progetto musicale dedicato alle festività. Un’idea che si traduce in una vera e propria festa sonora, dove il Natale diventa terreno di gioco per l’ironia, la critica sociale e il desiderio di celebrare, ma a modo suo.

Sciustenfeste non è il classico album di Natale. È piuttosto un viaggio tra tradizione e originalità, un’interpretazione unica delle festività che, come accade nei suoi concerti, si trasforma in una vera e propria festa collettiva. Capossela, noto per il suo approccio teatrale e la capacità di coinvolgere il pubblico, ha fatto del concerto di Sciustenfeste un momento di gioia, in cui la musica diventa il motore per scatenare un’atmosfera unica. I trenini tra il pubblico, che hanno accompagnato le sue esibizioni, sono l’emblema di quanto il cantante riesca a creare un legame empatico con il suo pubblico, un legame che trascende la semplice esibizione e si trasforma in una festa partecipata.

L’album include 15 tracce che spaziano tra inediti e rivisitazioni di brani natalizi, rielaborati con il tocco irriverente e personale che da sempre contraddistingue Capossela. Un esempio? La sua versione di “Bianco Natale”, che tradisce la classica versione dolce e ovattata per assumere toni più cupi e inquietanti, con una base musicale tesa e tormentata, che sfida l’immaginario comune associato al Natale. Un Natale diverso, forse anche più vero, quello che Capossela ci propone: un’atmosfera di sospensione, ma anche di riflessione.

Il brano “Campanelle”, una rivisitazione di “Jingle Bells” in chiave swing anni ‘50, è un altro degli esempi della maestria dell’artista nel giocare con le sonorità, trasformando il tradizionale brano natalizio in qualcosa di completamente nuovo, ma che mantiene intatta la sua carica di allegria. Ma è con la reinterpretazione di “Santa Claus Is Coming to Town” che Capossela spiazza davvero: il suo Babbo Natale, sparato dietro un supermercato, diventa una figura surreale e un po’ amara, un’allegoria del consumismo esasperato delle festività.

Non mancano omaggi alla tradizione, come il pezzo “Conforto e gioia”, che riecheggia la melodia delle canzoni popolari, e il “Friscaletto”, che Capossela rivisita con il suo stile unico. Ma sono le sue cover, reinterpretate in modo originale, a risaltare. La “Danza della fata confetto” su base del celebre “Schiaccianoci” di Čajkovski è un esempio perfetto di come Capossela sappia mescolare il classico con il contemporaneo, mentre “Charlie”, una versione napoletana di “Christmas Card From A Hooker in Minneapolis” di Tom Waits, è un altro momento di grande originalità e spessore emotivo.

A livello di testi, Sciustenfeste non è solo un album natalizio: è un viaggio nelle radici culturali dell’artista. La Germania, terra che ha segnato la sua formazione, si fa sentire in brani come la title track, scritta dal padre di Capossela, e in “Dankeschoen”, un ringraziamento che affonda le sue radici nella tradizione mitteleuropea.

Il concerto che si è tenuto ieri sera al Teatro Concordia di Venaria Reale (TO) ha accompagnato l’uscita dell’album è stato un’esperienza unica, dove l’incontro tra Capossela e il suo pubblico è stato davvero speciale. L’atmosfera di “Sciustenfeste” è stata, infatti, una vera e propria festa collettiva, in cui l’artista ha dimostrato ancora una volta di non essere solo un cantautore, ma un narratore e un intrattenitore che sa creare momenti magici anche nelle festività più tradizionali. Sciustenfeste non è solo un disco natalizio, ma un’opera che, pur prendendo le mosse dalle tradizioni, le ribalta e le rinnova, rendendo il Natale un’occasione per riflettere, ridere, e soprattutto vivere un’esperienza musicale indimenticabile.

Un Capossela inedito, capace di farci ballare e riflettere allo stesso tempo, con il suo spirito irriverente e la sua inconfondibile voce. Assolutamente da vedere!

Photo Credit: Vincenzo Nicolello

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