Luglio 13, 2026
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Sayf arriva a Gressoney-Saint-Jean e fa esattamente quello che gli riesce meglio: trasformare un concerto in un’esperienza collettiva. Sul palco di Musicastelle 2026, davanti a circa 1.500 persone raccolte tra il Lago Gover e le cime valdostane, l’artista italo-tunisino conferma di essere uno dei nomi più interessanti emersi nell’ultimo anno. Il suo punto di forza resta la capacità di muoversi con naturalezza tra rap, melodia e suggestioni mediterranee, senza mai dare l’impressione di inseguire una formula.

Il live segue la traiettoria del suo ultimo album, Santissimo, un lavoro ampio e sfaccettato che alterna introspezione e slanci più festosi. Brani come Perché piango e la title track mostrano il lato più vulnerabile dell’artista, mentre pezzi come Sex on la Santa e Randa Baraonda sprigionano tutta l’energia di una band che pensa già in funzione del palco.

Il momento chiave arriva inevitabilmente con Tu mi piaci tanto, il brano che lo ha portato fino al secondo posto a Sanremo 2026. Quando Sayf scende dal palco e si immerge tra il pubblico, la distanza tra artista e spettatori si annulla: è uno di quei gesti semplici che raccontano molto del suo modo di stare in scena.

La magia del pomeriggio viene in parte frenata da alcuni problemi tecnici all’audio, che a tratti compromettono la nitidezza della performance. Nulla che mandi fuori giri il concerto, ma abbastanza da lasciare la sensazione di un live che avrebbe potuto esprimere ancora meglio la ricchezza degli arrangiamenti di Santissimo.

L’album stesso, con le sue diciotto tracce, paga occasionalmente il prezzo dell’ambizione: l’abbondanza di idee e cambi di registro rende il progetto affascinante, ma non sempre compatto. Alcuni passaggi sembrano più funzionali a mostrare la versatilità dell’artista che a costruire una narrazione davvero coesa.

Tra rap, funk, cantautorato e influenze arabe e latine, Sayf continua a costruire un’identità personale in un panorama spesso omologato. Il concerto di Musicastelle 2026 conferma che il suo linguaggio funziona soprattutto dal vivo, dove le canzoni acquistano calore e immediatezza. Qualche imperfezione tecnica non basta a scalfire una performance intensa e partecipata: Sayf è nel pieno di una fase di crescita artistica e, soprattutto, sembra avere ancora molto da raccontare.

Photo Credit Elisabetta Canavero

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