BARD (AO) – Non servono effetti speciali quando a parlare sono le canzoni. Lo ha dimostrato ancora una volta Niccolò Fabi, protagonista di una delle serate più attese di Aosta Classica, andata in scena nella suggestiva Piazza d’Armi del Forte di Bard. Un concerto che ha messo al centro la musica, le parole e la relazione con il pubblico, confermando la forza di un repertorio capace di attraversare il tempo senza perdere intensità.
Ad aprire la serata è stato il cantautore torinese Bianco, autore di un set essenziale ma coinvolgente. Con la sua scrittura delicata e un’esibizione misurata, ha accompagnato il pubblico verso le atmosfere che avrebbero caratterizzato l’intero evento. Una presenza tutt’altro che casuale: Bianco è infatti anche uno dei musicisti che affiancano Fabi in questo tour estivo, rendendo ancora più naturale il passaggio dal ruolo di opening act a quello di componente della band.
Poco dopo è stato il momento di Niccolò Fabi, accolto da un lungo applauso. Il cantautore romano è salito sul palco insieme alla formazione che lo accompagna dal vivo – Roberto “Bob” Angelini, Bianco, Filippo Cornaglia, Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale – dando vita a uno spettacolo costruito sull’equilibrio tra arrangiamenti raffinati e interpretazioni mai sopra le righe.
Il concerto, inserito nel tour estivo dedicato all’ultimo album Libertà negli occhi, ha alternato i brani più recenti ai classici del suo repertorio, in un percorso capace di soddisfare tanto chi segue Fabi dagli esordi quanto chi si è avvicinato alla sua musica negli ultimi anni. Le nuove canzoni si sono inserite con naturalezza accanto ai brani più amati, senza creare fratture, ma raccontando la continuità di un percorso artistico coerente.
La cornice del Forte di Bard ha contribuito in maniera decisiva alla riuscita della serata. Le antiche mura e la Piazza d’Armi, illuminate con sobrietà, hanno esaltato un concerto che ha scelto la dimensione dell’ascolto piuttosto che quella dello spettacolo. Il pubblico ha seguito ogni brano con grande attenzione, alternando lunghi silenzi ai cori spontanei sulle canzoni più conosciute.
Tra un brano e l’altro Fabi ha dialogato con gli spettatori con il tono pacato che da sempre caratterizza i suoi concerti. Nessun monologo costruito, ma riflessioni, ricordi e ringraziamenti che hanno rafforzato la sensazione di assistere a un incontro più che a una semplice esibizione.
Fondamentale il contributo della band, protagonista di un lavoro tanto preciso quanto discreto. Le chitarre di Bob Angelini e Bianco si sono intrecciate con naturalezza, mentre la sezione ritmica e le tastiere hanno costruito un tessuto sonoro ricco di sfumature, sempre al servizio delle canzoni. Gli arrangiamenti hanno valorizzato ogni brano senza mai appesantirlo, lasciando spazio alla voce e ai testi, vero fulcro della serata.
Il concerto si è concluso tra lunghi applausi e un pubblico visibilmente coinvolto, quasi restio ad abbandonare la Piazza d’Armi. Ancora una volta Niccolò Fabi ha dimostrato che la forza della sua musica non risiede nella ricerca dell’effetto, ma nella capacità di creare uno spazio di condivisione autentica. In un tempo che spesso privilegia la velocità e l’impatto immediato, il cantautore romano continua a scegliere la profondità dell’ascolto. E, a giudicare dalla risposta del pubblico del Forte di Bard, è una scelta che continua a trovare ascoltatori sempre più attenti.
Photo Credit Elisabetta Canavero

























Elisabetta Betta Canavero, unisco la passione per la musica, gli spettacoli e la fotografia, seguendo gli eventi più vicini e lontani, dando vita a racconti coadiuvati dall’obiettivo della macchina fotografica
