Settembre 21, 2026
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Venerdì 4 e sabato 5 settembre Riva Ligure torna a riunirsi nel nome di Massimo Cotto. Due serate, una piazza e soprattutto un’idea precisa: quando una persona ha saputo lasciare un segno così profondo nella cultura musicale, ricordarla significa anche permettere alle sue passioni di continuare a viaggiare.

È questo il senso di “You’ll Never Walk Alone”, la manifestazione dedicata a Massimo Cotto, giornalista, autore, conduttore e instancabile narratore della musica, giunta alla seconda edizione. L’iniziativa è promossa dal Comune di Riva Ligure, in collaborazione con Club Tenco e Premio Bindi, con il patrocinio della Regione Liguria.

Il titolo prende in prestito una frase particolarmente cara a Cotto e diventa quasi una dichiarazione d’intenti: la musica come luogo di incontro, memoria e condivisione. Un modo per tenere aperto il dialogo con chi Massimo lo ha conosciuto e, allo stesso tempo, per consegnare alle nuove generazioni una parte di quella straordinaria cultura musicale che lui ha raccontato per tutta la vita.

Cotto è stato una delle voci storiche di Virgin Radio, ma ridurlo al ruolo di giornalista sarebbe impossibile. È stato autore teatrale, direttore artistico, scrittore e soprattutto un uomo capace di trasformare la conoscenza della musica in racconto. Aveva il talento di mettere sullo stesso piano il grande nome della storia del rock e l’artista ancora da scoprire, trovando sempre una storia, un dettaglio, una connessione capace di accendere la curiosità.

Il sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra, sottolinea proprio questa eredità: dopo il successo della prima edizione, l’appuntamento torna non come semplice celebrazione, ma come occasione per mantenere viva una passione e farla circolare. L’obiettivo, spiega, è soprattutto quello di evitare che il ricordo rimanga fermo al passato: ciò che Cotto ha costruito deve continuare a essere ascoltato, raccontato e condiviso.

Due notti tra teatro, rock e jazz

Gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, con inizio alle 21.30, in Piazza Matteotti. A condurre entrambe le serate sarà Diego Casale, attore, performer e conduttore.

Si comincia venerdì 4 settembre con “Pillole di CHELSEA HOTEL”, spettacolo nato dalla scrittura di Massimo Cotto e costruito sul confine tra musica, teatro e racconto.

A raccogliere il testimone delle sue parole sarà Chiara Buratti, attrice e cantante che con Cotto ha condiviso il palcoscenico di Decamerock, oltre a una lunga e importante esperienza personale e artistica. Le sue parole incontreranno la musica di Mauro Ermanno Giovanardi, amico e compagno di molte avventure teatrali insieme a Cotto, affiancato da Marco Carusino alla chitarra e alla loop machine.

Il Chelsea Hotel diventa così ancora una volta una porta d’accesso a un universo fatto di artisti, fragilità, eccessi, amicizie e storie che hanno attraversato la musica del Novecento. Un luogo reale che nella narrazione di Cotto era diventato anche una sorta di stato mentale: il punto in cui le vite degli artisti si incontrano e la musica smette di essere soltanto musica.

Sabato, la storia impossibile di Monk e Pannonica

La seconda serata, sabato 5 settembre, cambia coordinate ma non perde il filo: quello del rapporto tra musica e racconto.

Sul palco arriva “MONK E PANNONICA – Storia Rock Di Due Anime Jazz”, concerto teatrale dedicato a una delle relazioni più affascinanti e improbabili della storia del jazz.

Da una parte c’è Thelonious Monk, pianista afroamericano, innovatore radicale, figura enigmatica e visionaria. Dall’altra Pannonica de Koenigswarter, aristocratica britannica che decide di rompere con il mondo dal quale proviene per dedicare la propria vita al jazz e agli artisti che ama.

Due universi apparentemente lontanissimi che finiscono per incontrarsi attraverso la musica, l’amicizia e una sintonia difficile da spiegare con le sole parole.

A interpretare Pannonica sarà ancora Chiara Buratti. Sul versante musicale, Giovanni Ceccarelli sarà al pianoforte e Ferruccio Spinetti al contrabbasso.

Due serate diverse, dunque, ma unite dalla stessa convinzione: la memoria non è qualcosa da conservare sotto vetro. È qualcosa che deve continuare a suonare.

Ed è forse questo il modo più autentico per ricordare Massimo Cotto: non limitarsi a parlare di ciò che è stato, ma rimettere in circolo le storie, le canzoni e la curiosità che hanno accompagnato il suo lavoro.

A Riva Ligure, per due notti, quelle storie tornano sul palco. E continuano a camminare.

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