Ottobre 8, 2026
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Per più di sessant’anni hanno aspettato in silenzio. Ottanta bobine, oltre 26 ore di musica registrata quasi per caso nei locali di New York e Philadelphia. Dentro ci sono John Coltrane e una delle fasi più incandescenti della sua carriera. Ora quelle registrazioni stanno finalmente per uscire dal cassetto.

Si intitola The Tiberi Tapes il nuovo ritrovamento pubblicato da Impulse! Records, destinato ad arrivare il 6 novembre in un box da quattro LP oppure da tre CD. L’uscita cade nell’anno del centenario della nascita di Coltrane, nato il 23 settembre 1926, e rappresenta uno dei momenti centrali delle celebrazioni di Coltrane 100.

La storia comincia nell’estate del 1960, quando Frank Tiberi si procura un Concertone TR-100 Transicorder, un piccolo registratore portatile a bobina con un microfono a condensatore. Non è una macchina pensata per costruire un archivio storico. Tiberi la porta semplicemente con sé, quando Coltrane suona a New York e Philadelphia. Registra quello che riesce a catturare.

Il risultato, però, finisce per diventare qualcosa di molto più grande. Le bobine seguono Coltrane mentre il suo modo di suonare sta attraversando una trasformazione radicale. È il periodo in cui il sassofonista sta allargando continuamente i confini del proprio linguaggio, mettendo alla prova strutture, armonie e improvvisazione. Ascoltate oggi, quelle registrazioni restituiscono proprio la tensione di quella ricerca: non il monumento già costruito, ma l’artista mentre lo sta ancora costruendo.

Per decenni, delle Tiberi Tapes hanno saputo qualcosa soltanto musicisti e collezionisti. Adesso una selezione di quelle ore arriva per la prima volta al pubblico, con 11 tracce che attraversano alcuni dei territori fondamentali del repertorio coltraniano.

Ci sono due versioni di Giant Steps, insieme a Thing in D Flat, Lover, West 42nd St., Impressions, Satellite, Good Bait, Resolution e It’s Easy to Remember. A completare il quadro c’è anche un brano originale in fa minore rimasto senza titolo: una piccola anomalia d’archivio che sembra perfettamente coerente con un musicista perennemente proiettato verso ciò che ancora non conosce.

Il valore di queste registrazioni non sta soltanto nella possibilità di ascoltare altro Coltrane. Sta nel poter entrare, attraverso un microfono rudimentale e un nastro dimenticato, dentro un momento irripetibile della sua evoluzione. Il suono può avere i limiti inevitabili di una registrazione privata dell’epoca, ma ciò che documenta è tutt’altro che fragile: la ricerca di un musicista che stava cambiando il jazz mentre lo suonava.

The Tiberi Tapes arriva così come un nuovo capitolo della storia di Coltrane, proprio mentre il mondo ne celebra il centenario. A volte gli archivi non conservano semplicemente il passato. Conservano il momento esatto in cui il futuro comincia a prendere forma.

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