Dal 29 al 31 maggio Torino torna a ospitare una delle realtà più radicali e trasversali della musica dal vivo contemporanea. La nona edizione di , intitolata “Backwards”, cambia pelle senza tradire la propria natura: nuova location, nuovi spazi, orari dilatati e una line up che attraversa elettronica, jazz, noise, hip hop, psichedelia e sperimentazione.
Per la prima volta il festival si sposta alla Cascina Falchera, trasformata per tre giorni in un ecosistema sonoro aperto dal mattino fino a notte fonda. Accanto al nuovo quartier generale entra ufficialmente nel progetto anche El Barrio, storico spazio culturale torinese che ospiterà gli aftershow notturni tra dj set e live act.
Più che una semplice rassegna, Jazz Is Dead! continua a definirsi come un’esperienza immersiva e collettiva: si ascolta, si balla, si campeggia, si condividono spazi e pratiche. Il festival abbandona il grande palco centrale per ripensare completamente la fruizione della musica dal vivo, scegliendo una dimensione più fluida e partecipata. “Backwards” diventa così un invito a rallentare, attraversare i luoghi e vivere il festival nella sua interezza.
Il cartellone 2026 mette insieme nomi chiave della ricerca sonora internazionale e figure di culto dell’underground. Tra gli artisti annunciati spiccano A Guy Called Gerald, Alessandro Cortini, Moor Mother, Matmos, Horse Lords, Big Brave e The Heliocentrics. Attesa anche per il ritorno dei The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble e per il progetto Glacial con Lee Ranaldo.
La programmazione segue una precisa traiettoria narrativa: il venerdì dedicato all’elettronica e alle sue derive più sperimentali, il sabato che intreccia hip hop, black music, psichedelia ed elettronica globale, la domenica sospesa tra jazz, rock e noise. Un flusso continuo costruito come un lungo dj set, coerente con la visione artistica del direttore Alessandro Gambo.
Non manca l’attenzione agli spazi di relazione e cura. Jazz Is Dead! rafforza infatti il lavoro sull’accessibilità, introducendo percorsi dedicati, aree chill out e decompressione, supporto all’ascolto, mappe accessibili e servizi pensati per persone con disabilità motoria o sensoriale. Centrale anche la “Take Care Area”, sviluppata insieme a realtà attive sul territorio come PIN – Progetto Itinerante Notturno e Cactus Psicologia, con l’obiettivo di promuovere pratiche di riduzione del danno, ascolto e benessere psicofisico.
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è anche l’area camping, prenotabile online, che permette di vivere il festival senza interruzioni direttamente all’interno della Cascina. Un modo per trasformare l’evento in una vera comunità temporanea, costruita attorno a musica, partecipazione e condivisione.
I dj set notturni a El Barrio vedranno alternarsi, tra gli altri, Dj Mambo Sun, Camilla Colibazzi, Sister Effect e Palazzi D’Oriente.
Gli orari saranno particolarmente estesi: venerdì 29 maggio dalle 16.30 all’1.00, sabato 30 e domenica 31 maggio dalle 10.30 all’1.00 alla Cascina Falchera, mentre gli aftershow di El Barrio proseguiranno fino alle 4.30 del mattino.
Line up e orari
venerdì 29 maggio
CASCINA FALCHERA
16:30 apertura porte
17:30 Marta Salogni & Stefano Pilia
19:00 Lucrecia Dalt
20:30 Matmos
22:00 Alessandro Cortini
23:00 Big|Brave
00:00 Bono/Burattini
Le parole della buona notte Emidio Clementi
EL BARRIO
00:30 Carmen San Pio
02:00 Aya
03:00 Skip
sabato 30 maggio
CASCINA FALCHERA
10:30 Apertura Porte
11:00 Yazz Ahmed & Raph Wyld in coproduzione con TJF
12:00 Società Cosmica (open jam) in coproduzione con TJF
15:15 Sorvina in coproduzione con TJF
16:00 Alien Dub Orchestra
18:00 The Heliocentrics
20:00 Moor Mother
22:00 Lord Spikeheart
23:00 A Guy Called Gerald
I suoni della buona notte Xabier Iriondo
EL BARRIO
00:30 Ma Nu
02:00 James Messiah
03:00 Odd Shy Guy
domenica 31 maggio
CASCINA FALCHERA
10:30 Apertura Porte
11:00 Ensemble Nist Nah in coproduzione con TJF
12:30 Società Cosmica (open jam) in coproduzione con TJF
14:15 Dwarfs Of East Agouza in coproduzione con TJF
16:00 Glacial
18:00 The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble
20:00 Horse Lords
22:00 Sanam
23:00 Dj Mambo Sun
Live acts 29 maggio
Alessandro Cortini (29 maggio, Cascina Falchera) Compositore e multistrumentista,
membro dei Nine Inch Nails. La sua musica solista è un viaggio emotivo tra sintetizzatori
analogici, minimalismo e ambient cinematografico. Un gigante della musica contemporanea.
Live audio/video. Un sogno. Cortini è un pilastro della musica elettronica contemporanea,
noto per le sue composizioni ipnotiche e per il ruolo di membro storico dei Nine Inch Nails,
con cui è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame. Compositore prolifico per etichette come
Mute e autore del sintetizzatore “Strega”, ha collaborato con icone come i Depeche Mode e
realizzato colonne sonore per l’alta moda e il cinema. Oltre alle installazioni artistiche di
rilievo internazionale, la sua ricerca sonora continua a evolversi attraverso progetti solisti e
sperimentazioni strumentali d’avanguardia. Nel 2024 ha consolidato la sua discografia con
l’album Nati Infiniti, trasformando l’omonima installazione in un’esperienza d’ascolto
immersiva e profonda.
Aya (29 maggio, El Barrio) Tra le voci più radicali della nuova elettronica. Club music
destrutturata, noise digitale. Il suo ultimo album è stato nella top ten di tutte le classifiche del 2025.
Distruzione totale! Prima volta a Torino. L’artista e produttrice britannica aya torna con
hexed!, un secondo album che squarcia il velo sulla dipendenza e i traumi repressi.
Evoluzione cruda del debutto im hole, il disco trasforma i corridoi romanticizzati del passato
in incubi a occhi aperti tra un after e l’altro. In un vortice di “redenzione blasfema”, aya
accende le luci sulla propria disfunzione, cercando nel diluvio sonoro una catartica pulizia
dai propri spettri.
Big|Brave (29 maggio, Cascina Falchera) Drone, doom e minimalismo radicale. Suono
monolitico, dinamiche estreme e forte impatto fisico dal vivo. Prima volta a Torino, sarà
devastante. Il trio canadese BIG|BRAVE si spoglia della propria veste abituale per OST,
uscito nel 2025 per Thrill Jockey. Concepito come colonna sonora per un film inesistente,
l’album abbandona gli strumenti standard a favore di dispositivi a corda autocostruiti e
pianoforti preparati in sessioni interamente improvvisate. Tra trame tattili e la voce astratta di
Robin Wattie, il disco esplora un minimalismo nudo e austero che radica il suono in una
dimensione terrena e primordiale. In pre order la loro ultima creazione, in grief or in hope, il
decimo album del trio canadese, in uscita il 12 giugno 2026, che segna un’evoluzione verso
composizioni più dense e chitarristiche.
Bono / Burattini (29 maggio, Cascina Falchera) Progetto italiano tra improvvisazione
elettronica e manipolazione sonora. Il duo (Francesca Bono e Vittoria Burattini dei Massimo
Volume) presenterà il nuovo album Ora Sono un Lago uscito per Maple Death Records che
evolve verso un misticismo confessionale tra elettronica essenziale e psichedelia
oscillatoria. Il disco immerge l’ascoltatore in paesaggi kosmische spettrali, dove brani densi e
spietati si intrecciano a cori ultraterreni risonanti nel vuoto.
Emidio Clementi (29 maggio, Cascina Falchera) Scrittore, performer e voce storica dei
Massimo Volume. Il suo lavoro solista intreccia spoken word, rock minimale e letteratura. Ci
racconterà storie sotto l’albero, a tarda notte, nel bosco.
Lucrecia Dalt (29 maggio, Cascina Falchera) Artista colombiana di base a Berlino, unisce
elettronica sperimentale, voce e composizione concettuale tra il pop d’avanguardia e il
sound design onirico. Presenterà il suo nuovo disco A Danger to Ourselves. Co-prodotto da
David Sylvian, il nuovo album di Lucrecia Dalt esplora la fragilità e il desiderio tra sassofoni,
contrabbassi, il disco fonde esplorazioni sonore intime e universali in una nuova, sofisticata
direzione artistica. Un’opera dove la sperimentazione d’avanguardia converge in un
paesaggio emotivo espanso.
Marta Salogni & Stefano Pilia (29 maggio, Cascina Falchera) Marta Salogni e Stefano
Pilia presentano dal vivo la loro prima collaborazione artistica: un dialogo sonoro stratificato,
articolato ed esplorativo tra il lavoro astratto di chitarra di Stefano e le manipolazioni di nastri
magnetici di Marta, che indaga il tema della memoria e della rielaborazione narrativa dando
vita a un’opera sonora in continua trasformazione. L’album sarà pubblicato da Maple Death
records nel corso del 2026.
Matmos (29 maggio, Cascina Falchera) I Matmos sono un duo di musica elettronica
d’avanguardia, formato da Drew Daniel e M.C. Schmidt, celebre per trasformare oggetti
insoliti e suoni organici in composizioni accessibili. Attivi dal 1997, hanno collaborato con
artisti del calibro di Björk e Terry Riley, portando la loro sperimentazione sonora in prestigiosi
palcoscenici internazionali e istituzioni accademiche. La loro vasta discografia esplora il
confine tra cultura del campionamento e musica pop, utilizzando sorgenti che spaziano da
strumenti medici a fenomeni naturali. Nel 2025 hanno pubblicato il loro ultimo album,
Metallic Life Review, confermandosi figure centrali e innovative nel panorama elettronico
globale.
30 maggio
A Guy Called Gerald (30 maggio, Cascina Falchera) Pioniere della dance britannica dal
1988, A Guy Called Gerald ha plasmato l’acid house e il jungle con classici come “Voodoo
Ray” e l’album Black Secret Technology. Rifiutando i compromessi commerciali, ha
mantenuto un approccio “True School” tra club underground e festival internazionali,
celebrando oltre trent’anni di indipendenza creativa. La sua continua evoluzione sonora è
testimoniata anche dalle pubblicazioni più recenti, come l’EP in vinile del 2022 Britain’s Dirty
Little Secret per l’etichetta Analog Room. Oggi resta una figura di culto che ridefinisce
costantemente i confini della musica elettronica, portando lo studio direttamente sulla pista
da ballo.
Alien Dub Orchestra (30 maggio, Cascina Falchera) The Alien Dub Orchestra è un
collettivo eterogeneo di musicisti bavaresi, che include membri dei The Notwist e dei G.Rag
y los hermanos Patchekos. Il gruppo si è formato attorno all’idea di eseguire gli standard del
leggendario Breadminster Songbook, ovvero il catalogo del dubmaster Elijah Minnelli.
James Massiah (30 maggio, El Barrio) Poeta e musicista londinese, voce chiave dello
spoken word politico contemporaneo. Unisce poesia militante, elettronica e attitudine
post-punk. Prima volta a Torino.
Lord Spikeheart (30 maggio, Cascina Falchera) Artista performativo tra noise, punk e
sperimentazione estrema, voce e fondatore della industrial afro band DUMA. Live set
viscerali e fisici. Prima volta a Torino con il suo progetto solista. Negli ultimi dieci anni, il
produttore e vocalist keniota Martin Kanja, alias Lord Spikeheart, è diventato una figura di
spicco della scena metal africana. Il suo LP di debutto, The Adept, ha catturato l’attenzione
dei media internazionali, da Pitchfork a The Guardian, venendo celebrato come una nuova
frontiera della musica estrema. Fondendo l’intensità del metal con una visione sonora
d’avanguardia, Lord Spikeheart trasforma la rabbia e la sperimentazione in un manifesto
globale di musica brutale e innovativa.
Moor Mother (30 maggio, Cascina Falchera) Poetessa e predicatrice afrofuturista che
intreccia poesia, teoria critica, noise e improvvisazione. Voce degli Irreversible
Entanglements e fondatrice del progetto Black Quantum Futurism.
Società Cosmica (30-31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con
Torino Jazz Festival. Progetto torinese con membri di Indianizer, Sasso, Marxos, Nikkal e
Tsao! ispirato alla kosmische musik, all’ambient e alla cultura elettronica analogica. Anno
siderale 1777: fratelli e sorelle del Tempo Perduto, riuniamoci attorno a questa sfera
riflettente. Prendiamoci per mano, indossate le vostre parrucche, una maschera, percepite il
flusso cosmico. Abbandoniamoci al suono che scorre e pulsa profondamente nelle nostre
vene allucinate.
Sorvina (30 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz
Festival. La scommessa di questa nona edizione, in versione full band. Nata a New York e
residente a Berlino, Sorvina è un’artista che fonde jazz rap, neo-soul e gospel in un mosaico di narrazione ed espressione identitaria. La sua musica esplora i temi della scoperta di sé,
della queerness e della guarigione, radicandosi nella dinamicità delle tradizioni musicali
nere. Dotata di un’energia magnetica, Sorvina unisce complessità lirica e groove,
trasformando ogni brano in un racconto in movimento che sfida le categorizzazioni di
genere. Attraverso una voce inconfondibile, la sua opera celebra la gioia e la vulnerabilità,
restando sempre fedele alle radici dell’hip-hop più autentico.
The Heliocentrics (30 maggio, Cascina Falchera) I londinesi The Heliocentrics fondono
funk, jazz e psichedelia in un sound ipnotico ispirato a leggende come Sun Ra ed Ennio
Morricone. Sotto la guida di Malcolm Catto e Jake Ferguson, il collettivo vanta collaborazioni
storiche, dal capolavoro con Mulatu Astatke fino ai campionamenti per giganti dell’hip-hop
come Kanye West e Nas. La loro influenza globale continua a crescere tra colonne sonore
cinematografiche e produzioni d’avanguardia che sfidano ogni etichetta di genere. Il loro
percorso si arricchisce oggi con il nuovo EP realizzato insieme a Bilal e ai membri della Sun
Ra Arkestra, un’opera che consolida la loro posizione al centro di una galassia sonora senza
confini. Una rara occasione per vederli, ballarli e ascoltarli!
Xabier Iriondo (30 maggio, Cascina Falchera) Chitarrista (Afterhours, Bunuel) che esplora
drone e psichedelia rituale. Presenterà il suo progetto a tarda notte nel bosco. Gramophone
DJ-Set, un’esperienza di intrattenimento unica che fa rivivere le sonorità del secolo scorso,
dagli anni ’20 ai ’50, attraverso l’uso di autentici grammofoni a valigetta degli anni ’30. La
selezione attinge da una collezione eclettica che spazia dal jazz d’epoca al be-bop,
passando per tanghi argentini, musica hawaiana e i primi vagiti del rock’n’roll. Con una
potente fascinazione visiva e sonora, il set trasforma questi antichi dispositivi in moderni
strumenti di diffusione culturale, offrendo una raffinata alternativa musicale dal sapore
cinematografico.
Yazz Ahmed & Ralph Wyld (30 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione
con Torino Jazz Festival. Trombettista e compositrice premiata agli Ivor Novello, Yazz
Ahmed fonde jazz psichedelico e sonorità arabe in epiche narrazioni ispirate al folklore del
Bahrain. Il suo quarto album, A Paradise in the Hold, scava nelle proprie radici mescolando
musica tradizionale e riflessioni personali, introducendo per la prima volta la voce nella sua
tavolozza compositiva. Definita da Downbeat come una delle artiste destinate a plasmare il
futuro del jazz, Yazz crea un ponte sonoro tra mondi antichi e avanguardia contemporanea.
31 maggio
Dwarf Of East Agouza (Maurice Louca, Sam Shalabi, Alan Bishop) (31 maggio,
Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. Trio strumentale
della scena egiziana (Maurice Louca, Sam Shalabi e Alan Bishop) che mescola krautrock,
jazz, dub e psichedelia in lunghe traiettorie ipnotiche. Nato nel 2012 tra le mura di un
condominio al Cairo, il trio fonde l’improvvisazione radicale con l’ipnosi del krautrock e
l’energia dello shaabi egiziano. Il gruppo annuncia un nuovo album in uscita a settembre
2026, confermando un’intesa alchemica che sfida ogni confine geografico e di genere. Tra
elettronica, fiati e scale arabe, la loro musica resta un equilibrio costante tra caos e
composizione, spinta da uno spirito di emancipazione free jazz.
Ensemble Nist Nah (31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con
Torino Jazz Festival. Collettivo “Gamelan” capitanata da Will Guthrie che lavora su
improvvisazione radicale, ritualità e strutture aperte. Hanno appena fatto uscire un disco per
la Black Truffle di Oren Ambarchi. Questo ensemble ibrido fonde la tradizione del Gamelan
indonesiano con la libera improvvisazione e la ricerca sonora contemporanea. Il secondo
acclamato album SPILLA è un mosaico di gong, campane e poliritmi metallici. Distante da
ogni accademismo, la musica di Nist-Nah trasforma i rituali giavanesi in un’esperienza
acustica vibrante, dove l’expertise di otto musicisti si intreccia in un dialogo collettivo, fisico e
rispettoso.
Glacial (Lee Ranaldo, Toby Buck, David Watson) (31 maggio, Cascina Falchera) All
stars band formata da Lee Ranaldo (Sonic Youth), Tony Buck (The Necks) e David Watson
(collabora con Yoshi Wada e Phill Niblock). Progetto improv-jazz-noise che lavora su
ambient, droni e atmosfere cinematiche. Attivo dal 1999, questo trio d’eccezione è un “teatro
del suono” improvvisato. La loro musica è un amalgama naturale e visionario di droni,
psichedelia ed esplorazioni estatiche.
Horse Lords (31 maggio, Cascina Falchera) Band culto di Baltimora che fonde rock
sperimentale, minimalismo, microtonalità e strutture matematiche complesse. Math Rock
allo stato puro, una potenza sono una macchina sonora perfettamente irrequieta. Il quartetto
fonde minimalismo, poliritmie africane e krautrock in un sound microtonale unico, sospeso
tra rigore matematico e abbandono psichedelico. Il loro ultimo disco Demand to be Taken to
Heaven Alive, in uscita nel 2026, spinge ancora oltre i confini tra post-rock e avanguardia,
tra influenze teutoniche e blues del Mali.
Sanam (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo transnazionale che rielabora tradizioni
musicali del Medio Oriente attraverso improvvisazione, drone e avanguardia. Album
pubblicato nel 2025 tra i migliori dell’anno. Nati dalla vibrante scena indipendente di Beirut
dopo una collaborazione con Hans Joachim Irmler (Faust), i SANAM fondono krautrock, jazz
e musica tradizionale egiziana in un potente avant-rock. Il nuovo album, Sametou Sawtan, è
uscito per la prestigiosa etichetta canadese Constellation. Tra poesia araba moderna,
feedback e improvvisazione viscerale, la loro musica canalizza l’urgenza e il misticismo del
Libano contemporaneo, consolidando una sintesi sonora unica che sfida ogni confine di
genere.
Società Cosmica (30-31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con
Torino Jazz Festival. Progetto torinese con membri di Indianizer, Sasso, Marxos, Nikkal e
Tsao! ispirato alla kosmische musik, all’ambient e alla cultura elettronica analogica. Anno
siderale 1777: fratelli e sorelle del Tempo Perduto, riuniamoci attorno a questa sfera
riflettente. Prendiamoci per mano, indossate le vostre parrucche, una maschera, percepite il
flusso cosmico. Abbandoniamoci al suono che scorre e pulsa profondamente nelle nostre
vene allucinate.
The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo olandese
noto per il suo dark jazz cinematico e l’improvvisazione. Tornano sui palchi dopo dieci anni,
una perla per la prima volta a Torino. Band capitanata da Jason Köhnen. Il progetto reimmagina le colonne sonore dei classici del cinema muto in un’esperienza sonora tra il
surreale e il sublime. Fondendo ambient, doom, jazz e post-rock, l’ensemble ha ridefinito il
concetto di atmosfera, trasformando l’improvvisazione collettiva in una forma di narrazione
spettrale. Con performance ipnotiche arricchite da proiezioni astratte, i TKDE restano una
colonna portante del dark jazz, capaci di creare paesaggi uditivi che evocano sogni
dimenticati e abissi.
DJ sets
A questɜ artistɜ si consegna un mandato indispensabile: far ballare.
Ognunə con il proprio sound, perfetto per la giornata che portano a compimento, un flusso di
battiti che conduce al sorgere del sole. Perché Jazz is Dead! è (anche) festa.
Carmen San Pio (29 maggio, El Barrio)
Dj Mambo Sun (31 maggio, Cascina Falchera)
Francesco Skip (29 maggio, El Barrio)
Ma Nu (30 maggio, El Barrio)
Odd Shy Guy (30 maggio, El Barrio)
Sinoira Modificata
Si articola sempre di più il programma fittissimo, tra live acts e dj sets, a cura dell’equipe di
Sinoira Modificata, il progetto di base torinese/milanese che vede tra i fondatori i progetti
artistici Dualismo Discodiffusione e Pho Bho Record. Sinoira Modificata ha in gestione le
transizioni tra un concerto e un altro, momenti preziosi di collettività condivisa e detiene la
curatela dell’area dove trovare rarità musicali ed editoriali, merchandise e prodotti artistici.
Live acts: Fuoco Amico, Jacopo Buda, Ramona Ponzini, Trampa
Dj sets: Camilla Colibazzi, D_witzhunter, Palazzi D’Oriente, Push & Pull, Sagome,
Sinoira Modificata Equipe, Sister Effect
Talks
Quest’anno l’area talk di JID cresce, diventando sistema del festival, con una doppia
curatela e una struttura diffusa di incontri e percorsi.
Il programma prende avvio venerdì 29, dalle ore 20:00 alle 21:30, con il primo
appuntamento di apertura del ciclo. “Algo-Ritmica: una conversazione su musica e
digitale tra controllo e autonomia” inaugura questa nuova traiettoria di riflessione.
L’incontro, proposto dal gruppo “Il Cielo Ha Un Limite” affronta criticamente come servizi
come Spotify abbiano ridefinito la musica come flusso continuo e personalizzato. Playlist,
shuffle e raccomandazioni algoritmiche sostituiscono progressivamente l’album come forma
narrativa e culturale. Le piattaforme influenzano oggi anche la produzione musicale,
orientando estetiche, formati e strategie di visibilità e sii affermano economie dell’attenzione
in cui la permanenza nel feed diventa centrale per la circolazione artistica; accanto a queste
dinamiche emergono pratiche di resistenza tra radio indipendenti, comunità e modelli
cooperativi di ascolto. Il progetto, sviluppato in collaborazione con REINCANTAMENTO,
gruppo di ricerca attivo tra Berlino, Venezia e Torino, e con Baltan Laboratories.
L’incontro si svolge in formato fishbowl, una struttura partecipativa che alterna discussione e
ascolto e apre l’intervento al pubblico.
Per il secondo anno consecutivo, Jazz Is Dead! rinnova la collaborazione con ALMARE,
organizzazione torinese dedicata ai linguaggi contemporanei che utilizzano il suono come
mezzo espressivo. ALMARE cura due incontri che si inseriscono in un percorso di ricerca
sulle trasformazioni della cultura contemporanea, tra pratiche sonore, immaginari e modelli
di produzione culturale. Il primo appuntamento, A chi appartiene la festa?, (sabato 30
maggio ore 15:30) mette in dialogo Alessandro Mazzone (Forevergreen / Reset! Network)
e Marco Trulli (ARCI Nazionale) attorno alle profonde trasformazioni dell’ecosistema live
europeo. A partire dalla ricerca Who Owns Europe’s Live Music Spaces? e dal Manifesto dei
Festival promosso da ARCI, il talk affronta le dinamiche di concentrazione proprietaria, la
finanziarizzazione degli spazi culturali, il platform capitalism e la progressiva
centralizzazione del mercato. Il confronto apre una riflessione sul presente e sul futuro dei
festival indipendenti come spazi di aggregazione, produzione culturale e immaginazione
politica, attraversando temi come il diritto alla festa, la sostenibilità economica, l’accessibilità
e il rapporto con i territori. Il secondo incontro, Meet A Guy Called Gerald, sabato 30
maggio ore 17:30 mette in dialogo A Guy Called Gerald e Simone Bertuzzi (Invernomuto
/ Palm Wine) attorno alle genealogie della musica elettronica e alle trasformazioni della
cultura dance dagli anni Ottanta a oggi. Figura centrale dell’acid house britannica con il
brano Voodoo Ray e protagonista dell’evoluzione di jungle e drum’n’bass, Gerald Simpson
attraversa oltre tre decenni di controculture sonore mantenendo una traiettoria radicalmente
indipendente. Il talk prosegue il percorso avviato lo scorso anno con Claudia Attimonetti,
approfondendo il rapporto tra club culture, sperimentazione sonora, tecnologie, diaspora e
immaginari afrofuturisti, e interrogando le forme di appartenenza e immaginazione collettiva
prodotte dalle culture della musica elettronica.
PRENOTAZIONI
Jazz is Dead! festival è un evento riservato allɜ socɜ Arci! Sono disponibili le prenotazioni al
festival su jazzisdeadfestival.it L’ingresso al festival ha un costo di €15 a giornata e €40 per i
tre giorni. Il contributo per gli after show è pari a €10, ridotto €5 per chi partecipa anche al
festival e sarà disponibile all’ingresso di El Barrio. Jazz is Dead è un festival associativo,
attraversabile, inclusivo: chi ritiene di non poter sostenere la spesa intera, potrà scegliere di
avere un ingresso a un costo popolare di €10. Non verificheremo le motivazioni della
riduzione: ci fidiamo! Tra le varie formule di prenotazione è già presente la possibilità di
prenotare, insieme agli ingressi il campeggio. Info e prenotazioni su jazzisdeadfestival.it
CONCEPT
Backwards
Ecco la parola che guiderà la nona edizione del festival: indietro, all’indietro, tornare
indietro. Jazz is Dead! è cresciuto di anno in anno, in termini di affluenza, di spazi, di
parole, di contenuto artistico… oggi è il momento di voltarsi e di guardare indietro.
Backwards significa anche al rovescio, dal 9 si torna al 6, alla sesta edizione, intitolata
“Chi sei”. Jazz is Dead! torna a porsi domande, si torna all’edizione che è stata da
spartiacque, quella che ha trasformato il piccolo festival di ricerca in un potenziale grande
festival internazionale. Si torna indietro e troveremo di nuovo un essere fluido, senza tempo
e senza spazio, una forma leggera che si muove all’aperto, senza confini riconoscibili, un
luogo e un tempo da riprendersi, un’esperienza di ricerca viva che si lascia vivere.
Jazz is Dead! festival
Un progetto di Jazz Is Dead APS, prodotto da Arci Torino e Magazzino sul Po, direzione
artistica e comunicazione TUM Torino. Nato nel 2017, si propone come motore di ricerca
musicale focalizzata su jazz sperimentale, avanguardia ed esplorazione sonora, definendosi
come un progetto che attraversa i generi. Jazz is Dead! promuove la musica d’avanguardia
attraverso un festival che in otto edizioni è diventato un punto di riferimento internazionale
per la musica alternativa e sperimentale, Dalla sua nascita nel 2017, ha ospitato nomi di
rilievo internazionale come Peter Brötzmann, Faust, Thurston Moore, Moor Mother, Colin
Stetson, The Necks, tra gli altri. Il festival si svolge principalmente a Torino, ha coinvolto
spazi come San Pietro in Vincoli, Bunker, Cinema Massimo, Planetario di Torino, Auditorium
Agnelli, Hiroshima Mon Amour e, per la nona edizione, Cascina Falchera.
